Theresa May incassa il via libera degli unionisti alla formazione del governo

Theresa May potrebbe avere i numeri per la formazione del nuovo governo britannico. Il Democratic Unionist Party ha dato il via libera alla formazione di un governo di coalizione con i Conservatori del primo ministro. L’accordo tra i Tories e il partito nordirlandese, che mette fine alla ridda di ipotesi sull’uscita di scena della May dopo la vittoria di strettissima misura con il leader laburista Jeremy Corby,  non richiederà passaggi formali per la creazione di una coalizione, come informa The Independent.  La premier conservatrice si recherà a Buckingham Palace alle 12,30 locali (le 13,30 in Italia) per informare la regina Elisabetta dell’accordo raggiunto e chiedere l’autorizzazione di formare un governo. E sarebbe  pronta a nominare i ministri già in giornata. Per ora ha il sostegno degli unionisti del Dup e ha fretta di passare all’azione per evitare il rinvio di Bruxelles dei negoziati sulla Brexit col pretesto che «non c’è un governo in Gran Bretagna». «Siamo pronti a servire il nostro paese», dichiara a sua volta Jeremy Corbyn per il quale le trattative  sulla Brexit dovranno proseguire e la decisione di ritardarli non dipende dai britannici. «La nostra posizione è chiara, vogliamo una Brexit che metta l’occupazione al primo posto», ha aggiunto chiedendo ancora una volta le dimissioni della premier Theresa May.

La May incassa il via libera degli unionisti

Il Democratic Unionist Party, il maggiore partito nordirlandese, con i suoi 10 seggi (+2 rispetto al 2015) sembra destinato a diventare l’ago della bilancia del nuovo governo di coalizione. La stampa britannica si interroga su come il Dup possa conciliare le sue posizioni politiche con quelle dei Tories di Theresa May. La leader, Arlene Foster, ha più volte sostenuto di preferire una “soft Brexit” alla “hard Brexit” finora proposta dai Conservatori. Non è questo l’unico punto di contrasto. Il Dup negli ultimi anni si è opposto all’introduzione in Irlanda del Nord della legge sui matrimoni gay e a quella sull’aborto, in vigore nel resto del Regno Unito. A spingere la Foster verso l’accordo con la May sembra che al momento vi sia soprattutto il desiderio di tenere Jeremy Corbyn lontano da Downing Street. La leader del Dup ha più volte affermato che non avrebbe mai appoggiato un governo di coalizione guidato dal leader laburista.