Thailandia, insulta la monarchia sui social: condannato a 35 anni di galera

È costata una condanna a 35 anni di carcere, a un uomo in Thailandia, la bravata di insultare la monarchia su Facebook. A renderlo noto è stato un funzionario dello stesso tribunale che ha comminato la pena.

Il reato è alto tradimento

Wichai Thepwong, 34 anni, dichiarato colpevole di ben 10 capi d’accusa per alto tradimento, è stato inizialmente condannato a 70 anni di carcere, sentenza dimezzata in seguito alla confessione dell’uomo. Secondo alcuni esperti legali, si tratterebbe della pena più severa mai inflitta nel paese per un reato del genere. Wichai è solo uno dei molti civili giudicati dal tribunale militare per il delitto di lesa maestà, reato considerato dalle autorità come una minaccia per la sicurezza nazionale e proibito dalle dure leggi thailandesi, secondo le quali le critiche e le ingiurie nei confronti della famiglia reale sono classificabili come «alto tradimento».

Il pungo duro del governo militare della Thailandia

In una causa simile, un altro cittadino thailandese era stato condannato dalla Corte Suprema a due anni e sei mesi di carcere per aver caricato su internet un file audio il cui contenuto avrebbe infranto, secondo la corte, le stesse norme. Il governo militare della Thailandia, dopo aver preso il potere tramite un colpo di Stato nel maggio del 2014, ha arrestato più di 100 persone per presunte offese rivolte alla monarchia, la maggior parte delle quali erano contenuti e osservazioni pubblicati su Facebook.