Terrorismo, dalle cuffiette al posto in metro, i 10 consigli per sopravvivere

Il più strano, ma anche il più logico, è quello di evitare le cuffiette quando si ascolta la musica o si parla al cellulare. Ma ce ne sono molti altri. Sono i 12 consigli che la polizia britannica sta inviando via sms, in queste ore di grande incertezza, ai cittadini per non farli trovare impreparati ad eventuali e, purtroppo, probabili nuovi attacchi del terrorismo islamico. Sono suggerimenti frutto dell’esperienza accumulata, soprattutto, negli ultimi mesi, analizzando come sono stati portati gli attacchi, chi, come e perché è riuscito a sopravvivere. Al netto della fortuna, ovviamente.
Eccoli, dunque, i 12 consigli che vale la pena di seguire alla lettera. O quasi.

Le cuffiette. “Non ascoltate la musica con le cuffiette quando viaggiate sui mezzi pubblici o camminate per strada, è più sicuro essere sempre reattivi perché ogni secondo di reazione conta», spiega la polizia britannica nel messaggio inviato su tutti i cellulari del Paese alla vigilia delle elezioni di domani, per le quali è stato approntato un massiccio rafforzamento delle misure di sicurezza.

«Abbiamo pensato che fosse all’inizio un solo attacco, ma chiaramente non è così», si apre l’sms che comunque ribadisce il messaggio teso a scongiurare il panico che dall’attacco del terrorismo islamico di sabato sera a Londra – il terzo nel giro di poche settimane, dopo quello di Manchester e Westminster – e forze dell’ordine e le autorità britanniche continuano a veicolare.

Non allarmati ma allertati. «Non siate allarmati, ma allerta”, esorta la polizia britannica. Il concetto è semplice: essere presenti a sé stessi cercando di mantenere il self controll, quindi gestendo in maniera proattiva lo stress da terrore che, inevitabilmente, prende il sopravvento ma, al contempo, essere pronti a reagire con freddezza, quanto più possibile, nel momento in cui l’incubo del terrorismo si palesa.

Tre consigli in uno: rund, hide, tell. Oramai è diventato un mantra il trittico “run, hide, tell“, cioè corri, nasconditi e comunica il pericolo quando il terrorismo colpisce. Il tutto in questa rigida successione. Dunque fuggire, trovare un nascondiglio e, poi, avvertire le forze dell’ordine. L’esortazione della polizia britannica è quella di preoccuparsi di chiamare il 999, il numero delle emergenze in Gran Bretagna. Ma, «solo dopo esservi messi al sicuro».

Occhio al flusso del traffico. Tra gli altri consigli del nuovo sms inviato per fronteggiare il terrorismo, c’è quello di «camminare sempre fronteggiando il traffico». Un consiglio che fa tesoro degli ultimi attentati progettati e messi in opera dal terrorismo islamico, da quello sulla boulevard di Nizza in poi fino a quello sul London Bridge. Molte delle persone rimaste uccise non si sono accorte dei tir o delle auto guidate dai terroristi e che sono piombate alle proprie spalle a tutta velocità proprio con l’intento di falciare quanta più gente possibile.

I negozi, una salvezza. Quanto ai possibili ripari, la polizia inglese non ha dubbi: «se vi accorgete di qualcosa di strano mettetevi al riparo in un negozio o simili» E, una volta all’interno, cercate di «capire come chiudere l’ingresso ed individuare un’altra via d’uscita».

Il rischio della metropolitana. Ma non è tutto. Uno degli incubi peggiori è quello di un attentato in metropolitana. Già ne sono stati fatti parecchi, basta riandare con la memoria a quelli portati a segno nelle metro di Tokyo, San Pietroburgo, Madrid e Londra.
Così la polizia britannica dispensa, via sms, anche consigli dettagliati per gli spostamenti in metro: «quando siete nella stazione rendetevi sempre conto di dove sono le diverse uscite». La sollecitazione della Metropolitan Police è quella di analizzare in ogni momento le vie di fuga. Prima che avvenga qualcosa. In maniera da essere pronti a uscire. Nel caos, magari con il fumo e le urla, riuscire a individuare in quel momento l’uscita migliore è praticamente impossibile se non lo si è studiato prima.

Il posto migliore in autobus. Stessa cosa in autobus. La polizia inglese non ha dubbi: «cercate di sedervi al piano basso dei famosi “double decker bus“, vicino alle uscite di emergenza. «Particolare macabro ma bisogna essere realisti», evitare le porte d’ingresso: «Qui è dove ci sono le prime vittime, non hanno molte possibilità».

Non vale la regola del buon samaritano. Infine il consiglio di non attardarsi ad aiutare gli altri, o, addirittura di tentare di contrastare gli assalitori: «Stiamo fronteggiando persone che usano macchine e coltelli per attaccare, non hanno paura della morte, l’affrontano con gioia. Non si può ragione con loro, la vostra morte per loro è un trofeo e una vittima è meglio di una, due meglio di tre…». Insomma, in questo caso, è meglio non fare gli eroi.
Ma gli attentati degli ultimi mesi dimostrano, invece, il contrario: centinaia se non migliaia di persone sono state spesso salvate durante gli attacchi terroristici proprio dai gesti eroici di chi non si è voltato dall’altra parte pensando solo a sé stesso.