“Tagliamo la testa ai cristiani”. Espulsi a Perugia e Brescia due marocchini radicalizzati

“Tagliamo la testa ai miscredenti cristiani, nel nome di Allah”. Minacce di questo tipo erano frequenti e purtroppo anche realistiche. Per questo due cittadini marocchini di 25 e 29 anni sono stati espulsi dal territorio nazionale “per motivi di sicurezza dello Stato”, come riferisce una nota del Viminale. Il primo marocchino, residente nel bresciano e titolare di permesso di soggiorno, è stato espulso “perché, a seguito di approfondite indagini investigative condotte dal Ros dell’Arma dei Carabinieri, è risultato far parte del circuito relazionale del foreign fighter El Abboubi Anas, arrestato nel giugno 2013 dalla Digos della questura di Brescia, per i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale e, successivamente alla sua liberazione, partito nel settembre dello stesso anno per la Siria dove si è unito alle milizie dello Stato Islamico”. In particolare, “le indagini hanno poi documentato l’adesione del marocchino espulso all’ideologia jihadista e la condivisione sui social di contenuti d’area relativi al Califfato nonché files riconducibili ad Abboubi, a conferma dello stretto legame con quest’ultimo. Lo straniero è stato rimpatriato oggi dalla frontiera aerea di Malpensa, con un volo diretto a Casablanca”. 

A Perugia un altro aspirante terrorista 

Il secondo marocchino espulso, abitante senza fissa dimora a Perugia, dove in passato ha studiato presso l’Università per gli Stranieri, “allo stato era senza permesso di soggiorno e fonti di reddito. Lo straniero – riferisce sempre il Viminale – era stato già segnalato alle forze di polizia nel 2010 in quanto imam e responsabile del centro di preghiera di via dei Priori, nel capoluogo umbro, nonché per i suoi rapporti, ancora attuali, con il connazionale Hadeg Abdelmoutalib, già oggetto di attività info-investigative svolte dalla Digos perugina in ragione della sua accertata contiguità con gli ambienti dell’estremismo islamico”. Inoltre, “il marocchino espulso è stato oggetto di mirati approfondimenti investigativi in quanto, in occasione di una predica recentemente tenuta a Perugia, avrebbe divulgato messaggi dal tenore radicale, invocando il taglio della testa per i non credenti e invitando i presenti, se chiamati da Allah, a sacrificare la propria vita. Rintracciato oggi a Perugia, in relazione alla sua condizione di irregolarità, è stato rimpatriato dalla frontiera dell’aeroporto di Bologna con un volo diretto a Casablanca”. Con i rimpatri di oggi, il 48° e il 49° del 2017, salgono a 181 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel Paese di provenienza, dal 1°gennaio 2015 a oggi.