Stipendi d’oro, dalla Rai tagli ridicoli e tante eccezioni per i vip. Come Fazio e Giletti?

Qualcuno lo ha già definito il lodo-Fazio, l’aggiramento – tramite la solita italica manovrina delle eccezioni – delle norme che valgono per tutti: in Rai, per esempio, quel tetto di 240mila euro di stipendio l’anno è stato confermato dal Cda riunitosi oggi ma con una “griglia” di criteri che lascia ad alcuni vip la possibilità di sforare nei guadagni. Tu chiamale, se vuoi, eccezioni.

Tutti i vip della Rai che potrebbe sfuggire al “tetto”

Qualche nome? I soliti noti. Fabio Fazio, Antonella Clerici, Carlo Conti, Bruno Vespa, Alberto Angela, Massimo Giletti. Con il riferimento agli incassi pubblicitari dei loro programmi, i big della tv di Stato potranno infatti andare oltre quel limite che ha come obiettivo il risanamento di viale Mazzini, in cattive acque nonostante la batosta del canone inserito in bolletta deciso da Matteo Renzi.

Fazio, per esempio, nei giorni svolsi era stato quello che si era lagnato di più di un possibile taglio del suo stipendio da un milione e 800mila euro l’anno, minacciando di andare via, magari alla Sette. A quanto pare il suo “peana” è servito. Per lui, come per tanti altri, solo tagli del 10% se dimostreranno di avere un buon ritorno pubblicitario.

La Rai pensa solo a un taglietto per Fazio?

Il consiglio di amministrazione Rai, riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del direttore generale Mario Orfeo, ha approvato la delibera riguardante il “Piano organico di criteri e parametri per l’individuazione e la remunerazione dei contratti con prestazioni di natura artistica», con quella griglia di eccezioni ad personam. «Il documento, illustrato ai consiglieri dal Dg, individua criteri quanto più possibili oggettivi da adottarsi per la definizione di prestazioni per le quali sia possibile il superamento del limite retributivo dei 240 mila euro. Per ogni deroga al tetto dovrà essere fornita adeguata motivazione resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili». Il riferimento è anche a Bruno Vespa, che aveva chiesero di sforare il tetto in quanto non giornalista, ormai, ma artista a tutto tondo. In effetti il Cda della Rai precisa che “possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all’obiettivo generale di servizio pubblico”. In ogni caso, è il contentino, “il Piano prevede una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi”.