Stazione Tiburtina, tendopoli e presidi di migranti sgomberati: l’ennesima volta

Una zona sgomberata a più riprese e, a più riprese, ripopolata. Bivacchi e presidi di migranti h 24 vicino alla stazione Tiburtina a Roma, con tutto il corredo di minacce alla sicurezza e problematiche sociali. E così, come ciclicamente avviene ormai da tempo, anche questa mattina c’è stata, nella zona intorno alla Stazione Tiburtina, una nuova spedizione delle forze dell’ordine mirata a sgomberare e riportare ordine e igiene nel quartiere, uno degli snodi nevralgici della capitale.

Migranti sgomberati alla Stazione Tiburtina

Un punto della città asserragliato da migranti e profughi stanziali ormai da tempo nonostante gli sgomberi precedenti e le promesse rilanciate a più riprese dall’amministrazione Raggi a cui il problema viene continuamente riproposto. E così, restano accampati a piazzale Spadolini, dietro la Stazione Tiburtina, decine e decine di migranti, rimasti fuori dalle strutture occupate (e al limitedeo collasso ormai da anni) che di notte e di giorno vivono accampati ai margini dello scalo ferroviario e dintorni. Così, stanchi di aspettare che il Comune trovi una soluzione all’annoso problema, stamattina è stato effettuato un nuovo sgombero del presidio dei migranti vicino alla stazione Tiburtina a Roma. «70-80 migranti sono stati portati via questa mattina per l’identificazione. Ora c’è un cordone di mezzi delle forze dell’ordine e l’intenzione è quella di sgomberare», ha raccontato, tra gli altri, uno degli attivisti del Baobab. «Ci chiediamo quale sia il piano alternativo allo sgombero del campo. Sono due anni – sono tornati a denunciare gli attivisti – che diamo accoglienza a chi resta fuori dal circuito istituzionale. Dove andranno a dormire questa notte i 130 migranti che la scorsa notte erano qui? E che fine faranno le donazioni della cittadinanza?».

Identificati un centinaio di stranieri: regolari?

Di certo alloggiarsi in strada con tendopoli abusive e presidiare a gruppi e con bivacchi initerrotti le strade di un quartiere – e qui non parliamo solo di problemi di decoro – non può e non deve essere una soluzione. Così, mentre se ne trova una – possibilmente definitiva e risolutiva – oltre 100 persone di varie nazionalità sono state controllate e identificate nell’area adiacente alla stazione Tiburtina dove un gruppo di extracomunitari, supportati dagli attivisti del Baobab, aveva allestito l’ennesima tendopoli abusiva. Sul posto, allora, come detto e ribadito, sono intervenuti gli agenti della polizia per «riportare la legalità e il decoro» nell’area. Le persone identificate, fa sapere la polizia, provengono da Marocco, Algeria, Eritrea, Sudan, Somalia, Siria, Iraq e Gambia. Settanta di loro sono state accompagnate all’ufficio Immigrazione per la verifica della loro posizione sul territorio nazionale.