Sorpresa, è l’e-commerce che traina i consumi italiani: + 10 per cento

Gli italiani sono dei veri risparmiatori on line. Tanto che, se i consumi nel nostro Paese sono ancora stagnanti, a trainare gli acquisti sono tutte le nuove tecnologie legate all’e-commerce ed ora anche quelle che consentono di comprare risparmiando. “Abbiamo riscontrato un aumento dell’uso del price alert fra gli italiani del 10% negli ultimi tempi. E questo sta trainando gli acquisti” segnala Fabio Plebani, Country Manager per l’Italia di Idealo, la piattaforma tedesca di comparazione dei prezzi che ha realizzato e portato anche da noi l’inedita funzione di allerta prezzi a misura di consumatore. La nuova strategia di acquisti consente risparmi sui prodotti dal 5 al 15%. E gli italiani si stanno dimostrando tra i primi in Europa nella caccia al prezzo giusto. Presentata al grande pubblico nel nostro Paese solo a maggio scorso, in occasione del Netcomm di Milano, “la funzione prezzo ideale si sta diffondendo in Italia e abbiamo anche un primo bilancio molto positivo” sottolinea Plebani. La nuova funzione, spiega, “consente al consumatore di indicare sul portale il desiderio di risparmio del 5, 10 o 15% sul prodotto scelto, quindi si aspetta che il sistema calcoli e comunichi il momento perfetto per l’acquisto”. Questa funzione, continua, “consente di pianificare gli acquisti e, se si aspetta da uno a due mesi, di risparmiare appunto fino al 15% sul prezzo”. Un taglio dei costi “non da poco se, per esempio, ci serve un frigorifero”. “L’e-commerce è una via significativa per i consumi, ormai il 25% del fatturato di un negozio si basa sul commercio on line. Oggi -aggiunge Plebani- per un esercizio commerciale non avere un canale di vendita via web è come chiudere la porta d’ingresso a un cliente su quattro”. “Il prezzo è uno dei fattori al quale l’e-consumer italiano presta maggior attenzione, addirittura il 94% degli utenti ha dichiarato di confrontare i prezzi, online e offline. Per la caccia alla miglior occasione si utilizzano grandi colossi, come Amazon, i siti di e-commerce o i comparatori”.