Siria, si stringe il cerchio anti-Isis: uccisi due importanti leader terroristi

Lo Stato islamico (Isis) ha annunciato la morte del suo Gran Mufti, il bahreinita Turki al-Binali, ucciso in un raid della coalizione internazionale a guida Usa. Nelle pagine legate all’Isis sui social network si legge che Binali è deceduto nella provincia di Deir Ezzor, nel nordest della Siria. Secondo altri attivisti siriani Binali sarebbe morto lunedì scorso non a Deir Ezzor, bensì nel centro di Raqqa, la capitale siriana del sedicente califfato, sempre per mano della Coalizione, che avrebbe centrato con un raid la vettura su cui si trovava l’esponente dell’Isis. Binali, 33 anni, dopo aver militato tra le file di al-Qaeda in Yemen ed essere stato in Libia nel 2013, si è recato in Siria nel 2014 e da allora ha sempre svolto un ruolo di spicco tra le file dell’Isis. È stato tra i candidati alla successione del portavoce dell’Isis, Abu Muhammad al-Adnani, morto in Siria nel 2016. Nel 2015 il Bahrain, suo Paese d’origine, gli ha revocato la cittadinanza. Inoltre si è appreso che anche il cofondatore di Amaaq, l’organo di propaganda dell’Isis, sarebbe stato ucciso in un raid in Siria della coalizione anti-Isis sempre a guida Usa. La notizia viene riportata da attivisti siriani dell’opposizione secondo cui Rayan Mashaal sarebbe stato ucciso in un’operazione nella zona di Mayadeen, nella regione di Dayr az-Zor.

La Russia bombarda l’Isis dalle navi

Prove di forza intanto di Mosca in Siria. Quattro missili da crociera Kalibr sono stati lanciati dalla fregata Ammiraglio Essen e dal sottomarino Krasnodar  dispiegati nel Mediterraneo orientale contro obiettivi dell’Isis vicino a Palmira, ha reso noto il ministero della difesa dopo che il ministro Sergei Shoigu ha informato del successo dell’operazione il presidente Vladimir Putin. Mosca, ha precisato il ministero della difesa, aveva informato in anticipo gli Stati Uniti, la Turchia e Israele della sua intenzione di aprire il fuoco (non la Francia, con cui Mosca ha concordato lunedì l’avvio di una cooperazione contro il terrorismo in Siria, proprio a partire dallo scambio di informazioni). “Tutti gli obiettivi sono stati colpiti”, ha precisato il ministero della difesa. Putin poi si è detto d’accordo con Emmanuel Macron sul principio della linea rossa all’impiego di armi chimiche in Siria. “La comunità internazionale deve formulare una politica comune e individuare soluzioni che rendano per chiunque impossibile il loro impiego, chiunque sia a usare tali armi contro civili e organizzazioni, e Macron condivide questa posizione”, ha affermato nell’intervista che ha concesso a Le Figaro dopo aver incontrato a Versailles il presidente francese. Il presidente russo ha detto anche che l’accesso umanitario alle zone di sicurezza in via di definizione in Siria può essere una delle aree di cooperazione fra Russia e Francia e di auspicare l’avvio di una cooperazione fra il governo siriano e chi controlla le zone di de escalation. Zone di cui dovranno essere definiti i confini, la modalità di funzionamento dei governi locali e di comunicazione con il mondo esterno e che, secondo Mosca, non dovranno diventare “il prototipo” di una futura divisione del territorio siriano.