Siria, aerei con la Stella di Davide colpiscono l’esercito di Damasco

Prosegue l’offensiva a Raqqa, la roccaforte dell’Isis nella Siria settentrionale, della Forze democratiche della Siria (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa in funzione anti-Isis. Secondo quanto riferito da al-Jazeera, le Fds hanno annunciato di aver conquistato il quartiere di al-Qadisia, nella zona ovest della città. Stando a una nota diffusa dall’alleanza e citata dalla tv satellitare, il quartiere è stato strappato all’organizzazione jihadista dopo tre giorni di intensi combattimenti. Si intensificano gli scontri tra le forze di Damasco e i combattenti dell’opposizione armata nella provincia di Quneitra, nella Siria meridionale, nella zona del Golan siriano. La tv satellitare al-Jazeera riferisce di scontri più intensi tra le parti e l’Osservatorio siriano per i diritti umani dà notizia della morte in 48 ore di almeno 31 persone, compresi miliziani delle forze filogovernative e dell’opposizione, alla periferia della località di al-Baath e nei pressi di Khan Arnab. Al-Jazeera riporta di un’offensiva del gruppo Hayat Tahrir al-Sham e di altre formazioni terroriste per prendere il controllo di al-Baath. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, molto vicino ai terroristi, i ribelli sarebbero riusciti ad avanzare. Sabato e domenica scorsi l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi delle forze di Damasco in territorio siriano. L’operazione di sabato, stando alle forze israeliane, è scattata dopo che colpi di mortaio hanno raggiunto la zona delle Alture del Golan senza fare vittime. Intanto si apprende che il prossimo round di colloqui sulla Siria che si terrà ad Astana il 4 e 5 luglio sarà dedicato alle cosidette “zone di de-escalation” del conflitto, o zone sicure. Lo ha confermato il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov, secondo il quale i colloqui si concentreranno su precisazioni riguardo la creazione delle zone di de-escalation. Lavrov ha confermato che è stato notato un “significativo calo delle attività militari e della violenza in zone importanti della Siria”. Il ministro degli Esteri russo ha quindi espresso la speranza che “il prossimo round di colloqui ad Astana abbia risvolti positivi per i nostri sforzi comuni per una soluzione della crisi siriana e per facilitare i colloqui promossi dall’Onu in programma a Ginevra dopo la riunione di Astana”.