Simona Ventura pentita dei ritocchini: «Potevo fare a meno del bisturi»

«Conducendo “Selfie” ho imparato molto sull’aspetto psicologico di un cambiamento estetico. Ho capito che della chirurgia plastica potevo farne a meno. Infatti non voglio fare più niente”. Simona Ventura si confessa in un’intervista a cuore aperto a “Chi”, nel prossimo numero in edicola da mercoledì 28 giugno. «Amo rinascere ogni volta. Quando mi danno per finita tiro sempre fuori il meglio di me. Per me non c’è mai stato niente di facile, la mia vita la conoscono tutti e la mia faccia dice chi sono. Nei momenti di grande successo, come è stato per me negli anni Novanta, devi guardarti le spalle, perché il successo porta al potere e il potere alla solitudine. Ti circondi di persone che ti sembrano giuste, e ne escludi altre. È una fase che ricordo con entusiasmo, ma che non rimpiango. La vita – dice ancora la conduttrice – è andata avanti e ho imparato tante lezioni. E voglio vedere quale altro personaggio, dopo i voli che ho fatto negli ultimi 5-6 anni, è tornato a fare quello che faceva prima. Invece, di recente, lasciai la Rai per Sky e poi ripartii da Agon Channel, c’era una bella differenza perché in quel caso ero consapevole del percorso che avevo scelto».

 Alla domanda su quale è stata la critica che l’ha fatta soffrire di più Simona Ventura risponde: «Il razzismo intellettuale che mi relegava nel recinto del trash, l’odio degli snob per quello che piace al popolo». E sulla chiaccherata e tormentata fine del suo matrimonio con Stefano Bettarini aggiunge: «Quando hai successo, purtroppo, devi sempre lasciare qualcosa sul campo, soprattutto se sei una donna. L’uomo gestisce il successo, la donna, a volte, lo subisce».