Sicilia: truffa di 80 milioni sui contributi all’agricoltura, centinaia di indagati

giovedì 1 giugno 17:31 - di Redazione

Un sistema di truffe per complessivi 80 milioni di euro sui contributi all’agricoltura e centinaia di indagati tra le province di Enna, Catania e Messina. È il bilancio di una vasta attività d’indagine della Procura di Enna, che ha portato oggi al sequestro preventivo per equivalente per complessivi 300.000 euro a carico di undici indagati di Enna, Castel di Judica, Vizzini, Caltagirone e Piazza Armerina. Tutti devono rispondere di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso e riciclaggio. Le indagini, condotte dal personale della sezione di Pg dell’ex Corpo forestale, dai carabinieri e dalla Guardia di finanza,
hanno riguardato i contributi comunitari per l’agricoltura erogati tramite Agea ad aziende agricole riconducibili agli indagati. L’attività, ancora in corso nei confronti di centinaia di altri soggetti delle province di Enna, Catania e Messina, ha accertato percezione indebite per oltre 80 milioni di euro. “L’inadeguatezza dei controlli sull’agricoltura effettuati in questi ultimi dieci anni – spiegano dalla Procura di Enna – ha infatti permesso di creare un sistema truffaldino con utili paragonabili a quelli del traffico delle armi o della droga, ma con minori rischi dal punto di vista penale”.

Complicità dei centri di assistenza all’agricoltura

I falsi e le truffe sarebbero stati realizzati e agevolati grazie alla complicità dei centri assistenza agricola. Infatti, il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip Maria Luisa Bruno, oltre a essere stato notificato ai soggetti che hanno percepito indebitamente i contributi da parte di Agea, è stato eseguito anche nei confronti dei responsabili e degli operatori del centri che hanno inserito e validato le domande di aiuto. Dalle indagini è emerso che gli indagati non solo utilizzavano indebitamente particelle catastali di terreni ricadenti nel territorio siciliano, ma dichiaravano anche il possesso o la proprietà di beni demaniali sia in Sicilia che in altre regioni, attraverso la presentazione di falsi contratti di conduzione e dichiarazioni sostitutive. “Le investigazioni svolte – dicono ancora dalla Procura di Enna – hanno permesso di sviluppare un’attenta analisi sull’attribuzione e il successivo passaggio dei titoli Agea, attribuiti alla riserva nazionale, che ha messo in evidenza una falla nel sistema di assegnazione e di attribuzione dei relativi contributi comunitari”. La Procura sta verificando se esista una regia comune in ordine alle consistenti truffe realizzate dai soggetti coinvolti.

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