Scuole aperte d’estate? L’ennesimo pasticcio del ministro senza laurea…

L’abbiamo vista ieri in Senato mentre infuriava la battaglia contro la legge sullo Ius Soli: Valeria Fedeli ha poi concluso la sua giornata in infermeria per un dolore al gomito, secondo il suo racconto causato dai tafferugli scatenati dalla Lega, anche se le immagini direbbero il contrario. Di sicuro il ministro dell’Istruzione, famosa per aver dichiarato di avere una laurea per poi fare marcia indietro sulla scìa delle polemiche, avrebbe fatto meglio ad occuparsi delle scuole italiane, che lei vorrebbe aperte anche in estate. Ma senza soldi.

Le scuole aperte sono solo un’utopia

Sta diventando un vero tormentone la possibilità dell’apertura degli  istituti scolastici anche nei mesi estivi, dopo la chiusura delle attività didattiche. E nella Capitale, dal Flaminio a Montesacro, sono diverse le scuole in cui, tra voci di corridoio e smentite, regna l’incertezza sull’apertura o meno dei battenti a luglio e agosto, anche per l’assenza dei fondi necessari. La Fedeli ha confermato il piano allo studio per l’apertura delle scuole d’estate, ma ha escluso il coinvolgimento dei docenti degli istituti interessati. Ma, nonostante ciò, l’incertezza su cosa accadrà da qui alle prossime settimane resta. “L’apertura delle scuole d’estate, nel periodo di sospensione -spiega Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp-Cida)- dell’attività didattica, non è una novità assoluta. Già l’anno scorso, attraverso uno stanziamento di 10 milioni di euro del ministero dell’Istruzione, si è avuta l’apertura, con il progetto ‘Scuola al Centro’, in un centinaio di scuole nell’area metropolitana di Roma, Napoli, Palermo e Milano. Sono state così realizzate negli istituti attività ludico-sportive ed educative in generale, nell’ambito dell’obiettivo del contrasto alla dispersione scolastica”.
Per quest’anno gli obiettivi, spiega Rembado,  sono sulla carte più ambiziosi: “Per quest’anno, invece, parliamo di
cose diverse e cioè di un finanziamento di 240 milioni di euro del  Fondo sociale europeo e non sappiamo ancora quante scuole avranno accesso a queste risorse e quindi realizzeranno l’apertura al di fuori della sospensione delle attività didattiche. Al momento le scuole, da  quanto ne sappiamo, non hanno ricevuto nulla”.

Non sanno nulla neanche i docenti

Per quanto riguarda la presenza dei docenti nelle scuole d’estate, Rembado spiega che “dipende dalle attività che, nell’ambito dell’autonomia scolastica, ogni singolo istituto fissa”. “Non è detto -rimarca  che nelle attività previste d’estate vengano coinvolti i docenti della scuola, come non è detto che il personale impegnato comprenda docenti, ma bensì altre professionalità come atleti, coach,  educatori e altro. Le attività estive hanno finalità diverse rispetto
a quelle svolte durante l’anno scolastico, che hanno carattere didattico”.

E un’altra grana sulla via delle scuole aperte d’estate potrebbe essere il malcontento crescente tra i dirigenti scolastici. “Quest’anno dobbiamo avvertire, come maggiore associazione di rappresentanza dei dirigenti scolastici, che potrebbe esserci – spiega Rembado – una maggiore resistenza dei dirigenti verso l’apertura estiva”.