Sconfitta M5S, ora i dirigenti sono allarmati: quelli di destra non ci votano più

Le elezioni amministrative, a parte l’exploit dello scorso anno, sono quasi sempre state un tabù per il Movimento 5 Stelle, contrario al sistema delle coalizioni. Per questo, il responso delle urne non deve gettare nello sconforto il popolo M5S. A tracciare la linea, dopo la batosta al primo turno delle comunali, è lo stesso Beppe Grillo, che cerca con un intervento sul suo blog di rincuorare i militanti.

Sottolinea intanto come “in molte città siamo la prima lista” e sfida chi in questo momento “gongola” per la fine dei 5 Stelle. “Noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada”, ribadisce il leader, ostentando ottimismo. La débâcle di ieri ha però lasciato l’amaro in bocca ai parlamentari del Movimento.

“Speravo in molti più ballottaggi” ma adesso “sotto a lavorare”, scrive in un post su Facebook Alessandro Di Battista. Luigi Di Maio si limita a condividere le stesse parole di Grillo. “Siamo scesi nell’arena elettorale solo con il nostro simbolo, mentre i vecchi partiti si sono mascherati di finti colori civici dietro i quali c’erano sempre loro, con in più l’aggiunta di parenti e di clienti di ogni tipo”, è invece il pensiero di Danilo Toninelli. Ad ogni modo la sconfitta si fa sentire nelle chat frequentate dagli esponenti grillini dai più delusi a quelli che minimizzano. 

“I risultati delle amministrative – dice off the record un deputato M5S di spicco – vanno presi con le molle. Rispetto all’anno scorso, dove c’erano in ballo città come Roma e Torino, l’attenzione mediatica su queste comunali non è stata altissima e questo ha sicuramente pesato”.

Ma non tutti i portavoce grillini condividono questa analisi. In particolare, i deputati liguri vengono descritti come i più delusi per l’esito del primo turno delle comunali. Le speranze riposte in Luca Pirondini – il candidato sul quale Beppe Grillo aveva deciso di puntare per la sua Genova dopo il famoso “fidatevi di me” con cui era stata scomunicata Marika Cassimatis – erano tante, ma l’orchestrale si è fermato al 18,07%. Ma ci sarebbe un dato preciso che emerge dalle chiacchierate online dei parlamentari: la preoccupazione per una rinascita del centrodestra.

“Uno schieramento di centrodestra unito e compatto – ragiona un deputato M5S a taccuino chiuso – ci può creare dei problemi e lo abbiamo visto ieri…”. Una eventuale coalizione Fi-Lega-Fdi, sottolineano alcuni grillini, rappresenterebbe un avversario temibile alle prossime politiche, motivo per cui il campanello d’allarme di queste comunali non va sottovalutato. Il boom dell’anno scorso era dovuto anche alla disaffezione di molti elettori verso il centrodestra tradizionale, che li aveva spinti ad abbracciare il M5S. A distanza di un anno, è il ragionamento, quegli elettori sembrerebbero tornare alla ‘casa madre’, con il Movimento incapace di fidelizzarli.