Sbarchi, il ministro Del Rio smentisce il governo: «Nessun porto sarà chiuso»

Ma quale ultimatum, ma quali pugni sul tavolo, ma quali passi formali in sede europea. Il governo aveva detto che avrebbe chiuso i porti alle navi straniere stipate di migranti se Bruxelles ci avesse lasciato soli? Suvvia, era solo uno scherzo. Il ministro Minniti aveva ordinato al comandante dell’aereo che stava per portalo negli Usa di invertire la rotta e di riaccompagnarlo in Italia per fronteggiare l’impressionante numero di sbarchi sulle nostre coste (13.500 in soli due giorni)? Ma no, il numero uno del Viminale si era ricordato di aver lasciato il rubinetto del bagno aperto e temeva che gli si allagasse la casa. Solo per questo è tornato.

Del Rio lo ha detto al Corriere della Sera

Ironia a parte, se non ci fosse da piangere, ci scapperebbe davvero da ridere a vedere in quali mani siamo finiti. Leggete che cosa ha risposto il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio alla secca domanda («Chiuderete i porti?») rivoltagli da Monica Guerzoni per il Corriere della Sera: «Nessun porto chiuso, lo dico da responsabile della Guardia costiera e delle operazioni dio soccorso ai migranti. Non stiamo rinunciando a quei princìpi di umanità che l’Italia ha messo in campo con Renzi e Gentiloni». Capito? Il governo un giorno dice una cosa e quello dopo l’esatto opposto. Giusto per vedere l’effetto che fa, come nella famosa canzone di Enzo Jannacci. La stessa Guerzoni cerca di capirne di più («Perché allora l’ultimatum all’Europa»).

Gentiloni guida un governo di cartapesta

La risposta dell’ineffabile del Rio sfiora il lirismo: «La nostra fermezza e la protesta di queste ore è per chiedere che l’Inno alla gioia si suoni anche quando sbarcano le navi dei migranti e non solo per celebrare il sogno europeo». Questa sì che è determinazione…I leader europei staranno battendo i denti dalla paura. Soprattutto dopo aver letto fino in fondo: «Vogliamo risposte. Perché gli sbarchi sono aumentati del 14 per cento e per le condizioni terribili di povertà e instabilità dei Paesi di provenienza, come Siria e Libia». Tradotto, vuol dire che se di fronte all’emergenza sbarchi in cui siamo precipitati l’Europa continuerà a voltarsi dall’altra parte, l’Italia continuerà ad accogliere immigrati fottendosene dell’allarme che sale ormai da ogni angolo della Penisola. Resta solo da chiedersi se ci sia ancora un governo e quale faccia abbia. Noi qualcosa l’abbiamo intuito.