Rogo di Londra, Kebede sott’accusa. E con 6.000 euro si evitava la strage

Behailu Kebede ha 44 anni, è di origine etiope e fa il tassista. Viveva nell’appartamento numero 16, al quarto piano della Torre Grenfell a Londra. È dalla sua casa, come si legge sul Corriere, che è partito l’incendio che ha trasformato il grattacielo in un inferno di fiamme, con una conta dei morti che aumenta di giorno in giorno. «Sono disperato, conoscevo così tanti di quelli che sono morti nell’incendio» racconta agli amici. Una vicina, Maryann Adam, 41, che viveva nell’appartamento numero 14: «Ha bussato alla mia porta e mi ha detto che c’era un incendio nella sua cucina. Era mezzanotte e 50, me lo ricordo perché mi ha svegliato. Nella stanza c’era poco fuoco – spiega ancora – L’ho visto perché la porta era aperta. Non ha suonato nessun allarme». Un altro amico dell’uomo, che ha un figlio, racconta al Mirror: «Ha chiamato la polizia e ha subito spiegato quello che stava accadendo». Tutto sarebbe cominciato da un malfunzionamento del frigorifero. «Non riesce a perdonarsi per quanto accaduto ma sa che non poteva fare altro. È sollevato solo dall’essere riuscito ad avvertire i suoi vicini».

Rogo di Londra, infiammabile il rivestimento esterno

Circa seimila euro e  forse la tragedia alla Grenfell Tower si sarebbe potuta evitare. Il dito è puntato, tra le varie cose, anche sul rivestimento esterno del grattacielo, sostituito di recente e che, secondo gli esperti, non sarebbe stato ignifugo a sufficienza. L’edificio era infatti ricoperto da pannelli con un nucleo in plastica considerati pericolosi e infiammabili. Questa copertura, si legge sul Daily Mail, sarebbe costata 22 sterline per metro quadro, con un risparmio di sole 2 sterline rispetto al rivestimento resistente alle fiamme. Secondo i calcoli riportati dal quotidiano britannico, con 5.000 sterline in più in totale, si sarebbe potuti ricorrere ad un rivestimento adeguato. Sembra che il materiale usato alla Grenfell Tower sia classificato come “infiammabile” in Germania e vietato negli Stati Uniti, dove rivestimenti del genere vengono utilizzati solo in piccoli edifici, e non in grattacieli o ospedali. Insomma, una copertura resistente al fuoco, avrebbe permesso alle fiamme di non espandersi, magari limitando la portata del danno. Intanto, il numero delle vittime della tragedia, per ora fermo a 17, è destinato a salire e la speranza è che non arrivi alle tre cifre.