Rogo di Centocelle, Gasparri: «Sul rom libero, toghe sconcertanti»

Incredibile e sconcertante. Così Maurizio Gasparri giudica la decisione del gip di Torino di non confermare la misura cautelare nei confronti di Serif Seferovic, il rom accusato di aver provocato l’incendio di un camper a Centocelle, a Roma, in cui sono morte tre sorelle rom. 

Una «incredibile superficialità» delle toghe

«Sconcerta la decisione del gip di Torino che ha disposto la scarcerazione del rom accusato dell’omicidio delle sorelle morte nel rogo del camper dove vivevano in un campo nomadi a Centocelle. È incredibile la superficialità con cui la magistratura prende certe decisioni fuori dalla realtà», ha detto il vicepresidente del Senato, ricordando che «il presunto omicida è lo stesso che è stato già condannato a due anni di carcere, con pena anche questa vergognosamente sospesa, per aver scippato la giovane studentessa cinese poi morta travolta da un treno nel tentativo di raggiungerlo».

Gasparri: «Lo lasciano libero di compiere altri reati»

Non c’è solo quel drammatico precedente, però, a pesare sulle spalle di Seferovic. L’uomo «è anche lo stesso al centro di una faida interna tra famiglie rom in lotta tra loro», ha ricordato ancora Gasparri, sottolineando che «il fatto poi che sia stato fermato a Torino dovrebbe indurre a pensare a un suo tentativo di fuga». «E invece il giudice lo lascia libero. Libero di compiere altri reati, confermando una volta di più il giudizio pessimo che l’opinione pubblica e non solo ha del sistema giustizia nel nostro Paese. La magistratura – ha concluso Gasparri – si conferma la vera palla al piede dell’Italia».