Rifiuti pericolosi a Prato. Sigilli a un’altra stamperia “made in China”

Blitz interforze in una stamperia cinese situata in via Toscana a Prato: i reflui industriali venivano riversati in fognatura. La polizia municipale e i tecnici di Arpat hanno messo i sigilli alla vasca di lavaggio telai della tipografia. È stato denunciato il titolare dell’attività per abbandono di rifiuti pericolosi. Questa volta la ditta risultava in possesso di regolare autorizzazione ambientale. Tuttavia l’azienda, gestita da un cittadino cinese, 51 anni, invece che convogliare le soluzioni acquose derivanti dal procedimento di lavaggio dei quadri da stampa in un apposito serbatoio e smaltirle periodicamente come rifiuto, aveva pensato bene di convogliarle direttamente nel pozzetto di raccolta delle acque meteoriche, posto in un’area appartata, in modo da non destare sospetti. Il tutto si traduceva in notevoli risparmi sui costi di smaltimento. La ditta infatti, sebbene in attività da due anni, non è stata in grado di esibire la documentazione attestante lo smaltimento dei rifiuti. In fognatura finivano pertanto acque contaminate da sostanze classificabili come pericolose, come pigmenti organici e solventi. Dopo i controlli sono scattati i sigilli. Per evitare la prosecuzione dell’attività illecita è stata messa sotto sequestro la vasca di lavaggio quadri e telai e disposto lo smaltimento corretto dei rifiuti. Circa un mese fa sempre la polizia municipale ed Arpat avevano sequestrato un’altra stamperia posta all’interno dello stesso fabbricato.