Raqqa, l’Isis sta perdendo la madre di tutte le battaglie: miliziani in fuga

La mattina a Raqqa è cominciata con i raid Usa sulla città: l’ultima mossa prima dell’affondo militare finale. Le Forze democratiche siriane sostenute dagli Stati Uniti hanno lanciato una nuova fase dell’offensiva per la riconquista della roccaforte jihadista, ormai strappata dalle mani al sedicente Stato Islamico (Is), e penetrata dalla zona orientale, dopo il “ri-assedio” dell’ala nord, sud e ovest del bastione finito sotto l’egida dello Stato Islamico. E mentre gli uomini dell’alleanza a maggioranza curda riparano i ponti per poter varcare i corsi d’acqua dal villaggio di Raqqat Samra e poter così entrare a Raqqa da est, le Forze democratiche siriane preparano armi, munizioni e uomini per la grande battaglia finale: quella in corso proprio in queste ore.

Raqqa, l’Isis ha le ore contate: miliziani in fuga

Una battaglia che, come raccontato tra gli altri dall’attivista siriano Khalil al-Abdallah, che vive nella città siriana dove l’Is aveva stabilito la sua roccaforte, che non richiede «un grande sforzo militare: a Raqqa l’organizzazione dello Stato islamico (Is) si è dileguata con la stessa velocità con cui vi è comparsa nel 2013». E del resto, come riferito anche dagli attivisti dell’Osservatorio siriani per i diritti umani, gruppo dell’opposizione siriana con sede nel Regno Unito, le Forze democratiche della Siria (Fds), appoggiate dalla Coalizione internazionale a guida Usa, sono ormai nel cuore di Raqqa, entrati dal lato orientale. Ma per Abdallah «non c’è alcun bisogno di un tale sforzo militare» poiché «in base ad accordi tra le Fsd e i miliziani dell’Is, questi ultimi sono potuti uscire da Raqqa con le loro armi leggere per dirigersi verso sud senza combattere. È quanto accaduto a Tabqa qualche tempo fa – aggiunge ancora l’attivista – e negli ultimi giorni nel Rif occidentale e meridionale di Raqqa». Del resto, la ritirata dei jihadisti dell’Isis e delle loro famiglie da Raqqa, grazie a un accordo che prevede corridoi sicuri per farli uscire a gruppi dalla città sarebbe iniziata già a partire dal mese di maggio.

L’assalto finale incontra scarsa resistenza: l’Isis si è dileguato

Quanto alla nuova offensiva delle Fds contro la città, Abdallah afferma che allo stato attuale «le Fds sono in grado di assaltare Raqqa facilmente e senza resistenza» e ricorda che «non si sono verificate violente battaglie, se non di rado con piccoli gruppi di miliziani che non erano riusciti ad uscire dalla città». Potrebbe essere davvero troppo tardi per loro: «Dichiariamo oggi l’inizio della Grande battaglia per liberare la città di Raqqa, la cosiddetta capitale del terrorismo e dei terroristi», ha detto alle prime luci dell’alba dal villaggio di Hazima a nord di Raqqa, Talal Sello, portavoce delle Sdf. E la città, infatti, è ormai praticamente liberata.