Primi test per scovare i tumori nel sangue: ecco come funzionano

La diagnosi precoce del cancro con una “semplice” analisi del sangue è un obiettivo più vicino grazie a una nuova tecnologia di sequenziamento del genoma. In uno studio presentato al congresso americano di oncologia clinica (Asco) a Chicago e condotto su 124 pazienti con tumori del seno, del polmone e della prostata in fase avanzata, questo approccio innovativo è riuscito a identificare il Dna della neoplasia nel sangue. Nell’89% dei pazienti almeno una mutazione genetica scoperta nel tumore è stata anche rilevata nel sangue. E soprattutto, ben il 73% di queste anomalie presenti nel campione tumorale, è stato trovato anche nel sangue.

Tumori, test del sangue per la diagnosi precoce

Le cellule cancerose che stanno per morire, abbandonano nel sangue piccolissimi pezzi di materiale genetico: questo è il Dna tumorale circolante. Scovarlo non è affatto semplice, visto che la maggior parte dei frammenti in circolazione nel plasma provengono da cellule normali. Per mappare l’intero genoma del tumore, i ricercatori leggono ogni piccolo pezzetto e poi li mettono insieme come in un puzzle. L’approccio utilizzato dall’equipe del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, sviluppato come piattaforma di ricerca e al momento non a fini commerciali, analizza un’area estesa del genoma in modo molto accurato, producendo 100 volte più dati di altri sistemi di sequenziamento. Una gran mole di informazioni che potrebbe essere la base per arrivare alla biopsia liquida, la diagnosi precoce del tumore attraverso test del sangue. Al momento i test in commercio scannerizzano una piccola porzione del genoma in pazienti che hanno già avuto una diagnosi. «Trovare il Dna tumorale nel sangue è come cercare un ago in un pagliaio. I nostri risultati mostrano che il sequenziamento del Dna tumorale in circolo è possibile e fornisce informazioni importanti per il clinico, potenzialmente senza alcun bisogno di campioni di tessuto tumorale», sottolinea il principale autore dello studio, Pedram Ravazi.