Passa il Gay Pride a Latina e sventola lo striscione “W la fica”. Rimosso

W La Fica“: lo striscione apparso a Latina ha già fatto il giro del Web. Scritta inequivoca. Greve forse, ma col pregio della chiarezza. E però, c’è sempre da considerarne il contesto. Così, con le dovute maniere, sono intervenuti i carabinieri. Che, saliti al primo piano della palazzina di chiara struttura fascista, hanno chiesto all’autore della bravata di rimuovere lo striscione dal balcone di casa. Il fatto, per l’appunto, ha avuto eco enorme grazie all’immediato rilancio dalle piattaforme social: durante la sfilata per il Gay Pride lungo le strade di Latina i festosi e variopinti manifestanti hanno impattato con lo sguardo in quello striscione. Fotografia e filmati subito virali. Lui, l’autore, piuttosto compiaciuto per il risultato ottenuto ha comunque obbedito alla richiesta dei militi della Benemerita, preoccupati che quel messaggio così esplicito avesse potuto causare una reazione non propriamente amichevole da parte di qualche partecipante al corteo. Possibile, certo. Così com’è vero che prevenire è meglio che curare. E i carabinieri, come in generale tutte le forze di polizia, proprio questo devono fare. Ma, tuttavia, a noi un dubbio rimane. Un dubbio che s’è materializzato sin da quando abbiamo letto della curiosa vicenda. Cosa sarebbe accaduto se i militi dell’Arma, intervenuti sul posto, invece di trovarvi un cittadino che si dichiarava, fin da subito, eterosessuale avessero trovato una volitiva cittadina che senza tanti fronzoli avesse dichiarato con quello striscione la sua personale preferenza sessuale? Che, cioè, era una lesbica convinta? Come si sarebbero comportati i carabinieri in quel caso? L’avrebbero fatto rimuovere lo stesso o avrebbero convenuto che il medesimo altro non era che parte integrante della manifestazione di orgoglio Lgbt che stava proprio in quelle ore transitanto per le strade di Latina? Ah, saperlo..