Panico a Torino, l’appello del questore: chi sa si faccia avanti

«Stiamo lavorando abbiamo degli spunti, sarà importantissimo accertare le cause che hanno provocato il panico. Cittadini che in qualsiasi parte della piazza possano aver notato fatti, episodi, situazioni che poi hanno provocato il panico che è la causa di ciò che è successo, ci contattino e ci diano informazioni». È l’appello lanciato dal questore di Torino, Angelo Sanna, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, all’indomani dei gravi incidenti causati dal panico  in piazza San Carlo durante la proiezione su maxischermo dell’incontro Juventus-Real Madrid. La psicosi per un possibile attentato, di cui appunto si stanno accertando le cause,  ha provocato  1527 feriti, tra i quali ci sono anche cinque bambini, di cui uno grave. «In particolare – ha aggiunto – sarà utile capire cosa è successo sul lato destro di piazza San Carlo. Non ci sono elementi per dire al momento che tutto sia stato provocato da uno scoppio, da un petardo o da un altro rumore simile e percepito solo in quell’area (lato destro volgendo spalle a maxi schermo, ndr) perché da altre parti della piazza sembrerebbe non sia stato percepito, detto questo è fondamentale la collaborazione dei cittadini che aspettiamo nei nostri uffici in questura in qualsiasi momento anche oggi».      

Panico a Torino, l’indagine della procura

La procura ha avviato un’indagine per far luce sulle cause e sulle responsabilità di quanto accaduto, ipotizzando il procurato allarme.«Stiamo cercando di ricostruire l’esatto dinamica dei fatti – ha detto il procuratore capo Armando Spataro – attraverso le dichiarazioni di persone presenti, l’analisi dei filmati disponibili e le relazioni degli operatori delle forze dell’ordine addetti al controllo della sicurezza». 

Torino, il prefetto: il panico non è governabile

«Questa è una città che vive nelle piazze – ha detto dal canto suo il prefetto, Renato Saccone –nei prossimi giorni analizzeremo nel dettaglio cosa è successo, ma è intenzione di tutti continuare a far vivere le piazze con i loro eventi. Il panico è difficilmente governabile e agiremo per prevenire e adottare ogni misura ma d’altra parte i controlli antiterrorismo hanno funzionato sempre benissimo in tutte le manifestazioni che hanno caratterizzato e caratterizzeranno Torino. Governare una situazione di panico in piazza – ha concluso – è particolarmente complesso in un clima internazionale che motiva elementi di preoccupazione».

Il sindaco Appendino in visita dai feriti

Il sindaco, Chiara Appendino, ha visitato all’ospedale Regina Margherita il bambino di sette anni di origine cinese rimasto gravemente ferito. Si è informata con i sanitari delle condizioni del piccolo ed ha incontrato i suoi familiari. La prima cittadina di Torino ha poi lasciato il Regina Margherita per recarsi a visitare i feriti ricoverati alle Molinette. Appendino ha ringraziato tutte forze dell’ordine, i soccorritori intervenuti e quanti hanno lavorato e continuano a lavorare negli ospedali. «A quanto sembra c’è stato un momento di panico in piazza che ha scatenato una reazione di fuga è stata questa che ha causato i feriti più gravi».