A Padova il centrodestra parte favorito. Bitonci è pronto a bissare

In Veneto riflettori puntati su Padova e Verona chiamate al voto per eleggere il nuovo sindaco. Grandi le aspettative del centrodestra nella città di Sant’Antonio dopo il “miracolo” del ricompattamento sotto le bandiere del sindaco uscente, il leghista Massimo Bitonci, costretto alle dimissioni per la fronda di una parte di Forza Italia. Sostenuto fin dalla prima da Fratelli d’Italia, oltre che dal suo partito, con l’apporto ritrovato di Berlusconi, Bitonci punta a vincere al primo turno e tornare a guidare l’amministrazione del capoluogo patavino dopo due anni e mezzo di grande lavoro all’insegna della sicurezza e della trasparenza.

A Padova Bitonci punta al bis

Tra i successi riconosciuti (e interrotti per il “tradimento” di due consiglieri azzurri) il calo dei reati sul territorio del 12%, la chiusura del campo nomadi abusivo di Mortise, la repressione dell’accattonaggio molesto, il taglio di 19 milioni di euro di tasse per i padovani, il 95% delle case popolari assegnate ai padovani, il restauro delle mura cinquecentesche. Bitonci, che dovrà vedersela con il candidato democratico, Sergio Giordani, già presidente del Padova calcio, chiuderà la sua campagna elettorale “tra la gente”al Prato della Valle con una grande festa resa possibile da decine e decine di volontari. Una scelta coerente con questi mesi trascorsi ascoltando i veronesi, quartiere per quartiere, strada per strada.  «Una festa in attesa – si legge sul suo sito – che il voto di domenica scriva finalmente la parola fine su una delle vicende più buie e meschine degli ultimi decenni di storia padovana». La pagina della congiura azzurra è archiviata. «La scelta di un’alleanza per Padova composta da Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Lega Nord, Forza Italia e numerose liste civiche sulla candidatura di Massimo Bitonci è la più coerente e naturale rispetto ad altre aggregazioni che mettono assieme figure con provenienze diverse e addirittura incompatibili», ha detto Raffaele Zanone dirigente nazionale del partito di Giorgia Meloni. Per il governatore del Veneto, Luca Zaia, «queste elezioni non dovrebbero nemmeno tenersi, perché c’erano già state tre anni fa e lui le aveva vinte. Aveva il diritto di governare e lo ha ancora. I padovani lo riconosceranno». Oltre a Bitonci e al candidato del Nazareno Sergio Giordani, che ha dovuto tenere in bilico la sua candidatura a causa di un ictus che lo ha colpito nel mezzo della campagna elettorale, sono in cinque a contendersi la poltrona di sindaco. Tra questi il grillino Simone Borile e Arturo Lorenzoni, docente universitario sostenuto da un cartello che va dalla Sinistra ai Cobas passando per Scelta civica, intenzionato a rosicchiare voti al candidato democratico.