Nigeria: chi salta la fila rischia il carcere. E in Italia? Tutti fanno finta di niente

Rispettare la coda non è solamente una questione di buona educazione. In Nigeria chi si comporta scorrettamente e salta la fila rischia di incorrere anche in pene piuttosto severe, per lui potrebbero aprirsi persino le porte del carcere. A decidere il provvedimento è stato il 74enne presidente Muhammadu Buhari. La notizia viene riportata dal Corriere.it, spiegando che “già alla fine del 2013 l’allora Generale in Capo era stato nominato a guidare la transizione e aveva introdotto la «guerra contro l’indisciplina» (Wai). Il progetto vietava molte cose che il governo considerava «comportamenti anti-sociali», come la corruzione e l’omosessualità”.

Il disegno di legge, introdotto da un membro del Congresso All Progressive di Buhari (Apc), ha approvato all’unanimità «la proposta di punire chi non rispetta la fila con mesi di prigione. Che si tratti di chi aspetta per acquistare carburante alla stazioni di servizio o chi in un negozio attende di pagare. L’idea è quella di rilanciare «una cultura nazionale deragliata», introducendo disciplina nella vita quotidiana. «Nella nostra società oggi c’è un totale disprezzo per le altre persone e sono in molti a rimanere impuniti», spiega il presentatore del disegno di legge. Nell’agosto del 2016 era già stato annunciato anche il ritorno delle brigate di guerra contro l’indisciplina (WAI) per contrastare «vizi sociali come violenza, sequestro e disobbedienza alle norme sul traffico».

Quando è stato presidente in precedenza, Buhari ha approvato un decreto che limitava la libertà di stampa e due giornalisti finirono in carcere. In un piano contro la corruzione, aveva anche ordinato la sostituzione della moneta con il cambio di colore delle banconote: chi aveva accumulato soldi in nero fu costretto a cambiarli per non perderli.