Niente pane e mortadella: in una scuola italiana il divieto imposto dagli islamici

La follia non ha limiti e la vicenda del panino con la mortadella “pericoloso” perché turberebbe la sensibilità dei bimbi islamici grida vendetta. Cosa c’è di più classico di una merenda con schiacciata e mortadella? Da noi in Italia è uno spuntino succulento e da decenni, al Centro sportivo Bellaria di Pontedera, i piccoli studenti e gli sportivi vengono sfamati così. «Ma qualcuno ha bloccato l’affettatrice mentre i piccoli aspettavano la loro giusta ricompensa dopo le fatiche sui campi di gioco. Sono state 10 famiglie musulmane a chiedere alla scuola di sabotare quella merenda perché, si sa, la carne di maiale è vietata», leggiamo sulla Nazione.

Niente pane e mortadella per tutti

Insomma, tra lo stupore generale la mortadella è stata bandita per tutti i ragazzi. La scuola si sarebbe difesa citando una misteriosa direttiva del governo. Un episodio che la dice lunga sulla possibilità di integrazione. Le reazioni sono state immediate.  Il paradosso, il colmo dei colmi è che “siamo noi a doverci integrare a casa nostra”, attacca il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli che denuncia quanto accaduto. “L’ennesima conferma – dichiara Calderoli – arriva da Pontedera dove un istituto con centro sportivo ha deciso di accettare la richiesta di 10 famiglie islamiche di vietare la tradizionale merenda panino con mortadella ai bambini, per la solita ragione che gli islamici non possono toccare la carne di maiale, estendendo il divieto a tutti i 400 bambini interessati”.  Infatti molti genitori hanno fatto rilevare che, ad esempio, “ai celiaci chiediamo di portarsela da casa la merenda che risponde ai requisiti giusti per la salute. Perché non è stato chiesto ai musulmani?” di portare da casaunamerenda in linea con i dettami religiosi? 

Una mionoranza di islamici pone il veto a tutti

“Un’assurdità che una minoranza di 10 famiglie imponga la sua volontà su 400, un messaggio sbagliato, anche a livello educativo, perché significa darla sempre vinta a chi qui sta dimostrando in tutto e per tutto, quotidianamente, di non volersi integrare”. “L’Italia non è l’Arabia, se qualcuno non vuol mangiare la carne suina padronissima di farlo, ma non può vietarlo anche a noi e se non è d’accordo torni da dove è venuto. Sarebbe auspicabile un intervento del governo e anche dal Pd, ma figurarsi se diranno una parola, tanto più che la vicenda accade nella loro Toscana…”, conclude il vice presidente del Senato.