Il neosindaco: basta col farwest a Lampedusa, ci vogliono regole certe

“Dal voto emerge un dato: Lampedusa ha bisogno di un sindaco che amministri il territorio. Io sono stato eletto per fare questo, per risolvere emergenze e problemi rimasti bloccati per cinque anni. Non andrò a fare il ministro, il mio mestiere è dare risposte ai miei concittadini”. Totò Martello, neo sindaco di Lampedusa, non usa giri di parole. Alle accuse di Giusi Nicolini, primo cittadino uscente e fresca di nomina della segreteria del Pd, preferisce non rispondere. “Non ho intenzione di fare sterili polemiche , la campagna elettorale è finita, il giudizio sul suo operato è stato dato dal popolo e le elezioni democratiche hanno decretato il risultato”. Da sempre in prima linea nell’accoglienza dei migranti, una delle quattro donne scelte da Renzi come simbolo dell’eccellenza italiana per partecipare alla cena con l’ex presidente degli Stati Uniti, Nicolini è arrivata terza alle amministrative di domenica scorsa. Battuta da Totò Martello, presidente del Consorzio dei pescatori, sindaco per due mandati nelle Pelagie dal 1992 al 2002, che ha ottenuto il 40,3 per cento dei consensi (1.585 voti) lasciando l’uscente illustre al 24,28 per cento (955). Adesso mentre attende l’ufficializzazione il neo primo cittadino, “figlio di pescatori, pescatore a mia volta, laureato e imprenditore” si gode la vittoria. “Basta guardare Lampedusa per accorgersi della cattiva amministrazione di questi anni” dice. La priorità? “La sanità, la rete idrica, la viabilità, l’emergenza occupazionale, l’inquinamento” dice. “La popolazione in questi anni è stata abbandonata – accusa -, i cittadini sono stati dimenticati, sono diventati degli invisibili. Il mio compito è renderli di nuovo visibili”. Sta qui, per Martello, la ragione della sonora bocciatura della Nicolini uscita dalle urne. Adesso bisogna ripartire per risolvere “problemi complessi”. E a chi gli chiede se con l’addio di Nicolini al Palazzo comunale cambierà anche la politica sull’accoglienza di Lampedusa replica: “Ci troviamo in un punto strategico. Dovremmo spostare l’isola al Polo nord perché possa cambiare. Sono le solite inutili speculazioni”. “La legge del mare, che io conosco bene – prosegue Martello -, dice che salvare vite umane è un dovere e continueremo a farlo. Bisogna continuare ad accogliere ma servono regole certe”. Che significa lo spiega lo stesso Martello. “E’ normale che in un hotspot che può contenere 300 persone se ne infilino 700 – denuncia -? E’ accoglienza questa? E’ rispetto delle persone e del genere umano? E’ normale che si paghino dei ‘guardiani’ per presidiare il centro e poi i migranti escano di nascosto dalla struttura? E’ normale vedere in mezzo alla strada gente camminare in pigiama che chiede cibo e scarpe?”. Insomma per il neo sindaco “chiedere regole certe non significa non accogliere e non essere solidali, ma pretendere il rispetto della dignità dei migranti e degli stessi lampedusani. Il resto? Polemiche sterili che non mi interessano e che non aiutano a risolvere i tanti problemi di Lampedusa e Linosa”.