A Sesto San Giovanni, Stalingrado d’Italia, boom dell’operaio di centrodestra

Risultato a sorpresa a Sesto San Giovanni, città famosa per l’etichetta di Stalingrado d’Italia, considerata la roccaforte intoccabile della sinistra che più sinistra non c’è. Il sindaco uscente, Monica Luigia Chittò, che la scorsa tornata elettorale fu eletta al ballottaggio sfiorando il 70 per cento dei voti, non ce l’ha fatta a spuntarla al primo turno. Anzi, è rimasta ben lontana dalla soglia del cinquanta per cento. Tra due settimane, quindi, è costretta a una sfida difficile: ha ottenuto il 30,97 per cento mentre il candidato del centrodestra, Roberto Di Stefano, è a un passo con il 26,09 per cento. Fuori dal ballottaggio Antonio Rufino, dei Cinque Stelle, che si è fermato al 13 per cento.

Sesto San Giovanni pronta per cambiare

«Per il Pd, che perde per strada oltre 2mila voti, è un brutto colpo: nel 2012 Chittò chiuse il primo turno al 46,21%. Un grande flop per il centrosinistra, mentre il Movimento 5Stelle si è bloccato e le civiche non hanno sfondato – ha detto l’esponente di Forza Italia -. Ora saranno due settimane di intenso lavoro, in cui parleremo a tutti i sestesi. Inizieremo poi a dialogare con tutti coloro che hanno invocato il cambiamento in questi mesi».

Chi è Roberto Di Stefano

Roberto Di Stefano è molto apprezzato. Per mantenersi agli studi ha lavorato come operaio alla Pirelli. È riuscito a laurearsi in Scienze Politiche e a diventare giornalista pubblicista. In seguito ha trovato un impiego nella Winterthur Assicurazioni e da allora ho sempre lavorato nel campo assicurativo.