Multa record per Google: 2,42 miliardi per abuso di posizione dominante

La Commissione europea ha inflitto una multa record da 2,42 miliardi di euro a Google per abuso di posizione dominante nella ricerca online per i favorire i suoi servizi shopping. Secondo Bruxelles Google ha sistematicamente dato maggior risalto al suo servizio di comparazione degli acquisti: quando un utente cerca su Google un prodotto, il suo servizio di shopping gli propone le varie possibilità accanto ai risultati in alto, quindi molto visibili. «Le prove dimostrano che il competitor messo maggiormente in risalto compare soltanto a pagina 4 dei risultati”», scrive la Commissione. Il problema è che i consumatori cliccano molto più spesso sui prodotti più visibili, e quindi su quelli sponsorizzati da Google. I numeri non lasciano dubbi, spiegano i regolatori europei: i risultati sulla prima pagina guadagnano il 95% di tutti i click, quelli sulla seconda solo l’1%.  Google ha una posizione dominante nelle ricerche Internet in tutti i 31 Paesi dello Spazio Economico Europeo fin dal 2008, eccezion fatta per la Repubblica Ceca, dove la società di Mountain View è diventata dominante più tardi, nel 2011.

Multa record di Bruxelles per Google

«La strategia usata da Google per i suoi servizi shopping non era solo attrarre gli utenti rendendo i suoi prodotti migliori di quelli dei rivali. Google ha invece abusato della sua posizione dominante sul mercato della ricerca per promuovere il suo servizio di comparazione dello shopping nei suoi risultati, declassando quelli dei suoi concorrenti. Quello che ha fatto è illegale per le regole antitrust», ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Per la commissaria il colosso americano «ha negato alle altre aziende la possibilità di competere sui loro meriti e di innovare e  ha negato ai consumatori Ue una scelta genuina di servizi» . La multa della Commissione di 2,42 miliardi, la più alta mai comminata di Bruxelles, «tiene in considerazione la durata e la gravità dell’infrazione», ed è calcolata sulla base del valore dei ricavi che Google ha fatto sul servizio shopping. Inoltre la Commissione europea chiede di mettere fine all’infrazione entro 90 giorni, rispettando il principio dell’«equo trattamento dei rivali e dei loro servizi».