Moda choc, sfila il gender: ecco il modello che pubblicizza rossetti e mascara

Moda e marketing fanno sfilare il gender in passerella e danno il colpo di grazia alla differenza tra i sessi: ecco il modello che pubblicizza il make up. A furia di parlare di cultura asessuata, di scelta del genere a cui appartenere culturalmente invece che di differenze tra i sessi dettate dalla natura, e di annullare le diversità fisiologiche. Tra donne mascolinizzate e uomini efebici lanciati a furor di popolo dalle passerelle in nome di un modello asessuato che nell’esaltazione di un’estetica della sessualità lanciata oltre il maschile il femminile e , ormai, addirittura anche oltre la mescolanza delle sue dimensioni nel prototipo transgender, siamo arrivati anche a questo: all’istituzionalizzazione del disconoscimento – prima – e dell’abolizione – subito dopo – dei generi sessuali e delle imprescindibili differenze che li connotano.

Moda e marketing, in passerella sfila il gender

E allora, come scrive il Messaggero in queste ore, «per la prima volta un marchio italiano, la Wycon Cosmetics, sceglie un volto maschile per una campagna pubblicitaria di make up. Si tratta del mood di Androgyny e rispecchia inequivocabilmente i mutamenti in atto nella società di oggi. Il modello scelto ha i tratti ibridi, quasi come a voler far sparire (o dimenticare) il genere sessuale». Chiaro no? Nella spasmodica ricerca dell’androgino perfetto, di un ritorno all’adolescente di una bellezza delicata, quasi femminea, quando si è deciso che superare il prototipo valchiria nera in stile Noemi Campbell era ormai un must, la moda – in passerella e in tv – ha cominciato a reinventare se stessa e, quel che più è peggio, a ridefinire il modello di sessulità da far sfilare.

Ecco il modello che pubblicizza rossetti e mascara

Non a caso, allora, come dichiarato da Fabio Formisano, Head of Marketing & Communication e riportato dal quotidiano romano, «Non dobbiamo considerare la campagna come una mossa scandalistica per attirare i riflettori. Il mood e la storia che vogliamo raccontare sono un elemento di rottura, per l’approccio e il tema nel settore della cosmetica. Il nostro è un messaggio di libertà, in grado di andare oltre gli stereotipi». E allora giù con ombretto sugli occhi e rossetti sulle labbra, con la ricerca del colore perfetto con cui smaltare le unghie e dare luminosità al volto, e tutto rigorosamente ammantano di umanitario e intestato allo scientificamente progredito, e dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne o mirato a sostenere la ricerca contro il tumore al seno. E il guaio supremo di tutto questo è che lo si vuol far passare come un’inelluttabile scarto, come una tappa obbligata nell’evoluzione-degenerazione di qualcosa che ormai non è più nemmeno naturale e fisiologico.