Meloni sfida Di Maio: con le preferenze siamo pronti a votare sì. E voi?

Addio alle preferenze, salve colpi di teatro.La possibilità di scegliere i proprio candidati in Parlamento non è prevista dalla riforma elettorale, frutto dell’accordo a quattro, uscita dadalla commissione Affari costituzionali. Ed è ai grillini, convertiti alla filosofia dei nominati, che si rivolge provocatoriamente Giorgia Meloni. «A Di Maio dico da ora che Fratelli d’Italia voterà tutti gli emendamenti di qualunque gruppo per dare la possibilità ai cittadini di scegliersi i propri eletti con le preferenze. Se verranno introdotte le preferenze voteremo sì alla legge elettorale, in caso contrario non ci macchieremo della colpa di aver imposto agli italiani le liste bloccate e un Parlamento di nominati». È quanto dichiara il leader di Fratelli d’Italia puntando l’indice sulla improvvisa conversione dei Cinquestelle. «Il Movimento 5 Stelle farà lo stesso o confermerà comunque l’inciucio con Renzi e il tradimento dei propri impegni con i cittadini? Se fossero sinceri metterebbero le preferenze come condizione per votare la legge elettorale, come abbiamo fatto noi». In queste ore Luigi Di Maio è diventato uno dei principali sponsor anti-preferenze. «Il 64 per cento di nominati in Parlamento? Non è così, perché a voi piace chiamarli così, ma questo è il modello tedesco che le preferenze “non le prevede”», dice ai giornalisti  il vicepresidente  della Camera, Luigi Di Maio a margine di un convegno al Senato. E pensare che le preferenze erano un totem, uno  dei capisaldi dei 5 stelle sempre chieste a gran voce fin dal primo Vaffa Day.