Maturità, la Fedeli scivola ancora: altro errore di grammatica

La Maturità degli orrori. Tutti presi da Giorgio Caproni, dalle “traccie”, dagli strafalcioni storici del ministro Fedeli, ci era sfuggita un’altra gaffe grave che incrementa l’aura imbarazzante che aleggia sul ministro dell’Istruzione Fedeli, ormai presa di mira (giustamente) senza pietà. Era sfuggito ai radar, ma non ai ragazzi del sito Orizzonte scuola.com e al Giorno un altro incredibile erroraccio di italiano.  Nel titolo della traccia,  il singolare di batteri è diventato “battere”, anziché “batterio”. Imbarazzante.

“Batterio” diventa “battere”: ma non esiste

Sarebbe bastata una ricerca su internet, sul sito dell’Accademia della Crusca – non bisogna essere ministro o uno del suo staff per arrivarci – e  il ministero presieduto dalla Fedeli avrebbe evitato l’ennesima figuraccia. Lo facciamo noi e leggiamo “La risposta alle numerose domande circa il singolare di batteri è che la forma corretta è batterio e non battère, senza alcun dubbio. L’etimologia parla chiaro: l’italiano batterio proviene dal latino scientifico Bacterium (XIX secolo), che a sua volta deriva dal greco βακτήριον, ovvero ‘bastoncino’, visto che i batteri, microrganismi unicellulari, hanno la forma simile a un minuscolo bastoncello. Eppure alcuni degli amici che scrivono affermano di aver sentito il singolare battère durante i telegiornali, oppure dalla viva voce dei medici. Come mai?” leggiamo sul sito dell’Accademia di cui Francesco Sabatino è presidente onorario. Risposta: “Si può pensare che vi sia l’influsso di altri termini medici e scientifici in -ere: sfintere, mesentere, uretere, per non dire del meno nobile clistere. Quindi, per analogia, come da sfinteri si ricava il singolare sfintere, da ureteri si ha uretere, da clisteri si ha clistere, da batteri si può ricostruire un inesistente battère”. Firmato professor Claudio Giovanardi, uno degli specialista della Crusca.