Mario Orfeo alla direzione Rai. Un altro schiaffo a Gentiloni, che voleva Rizzo Nervo

Sarà Mario Orfeo il nuovo direttore generale della Rai. Lo ha anticipato Maurizio Gasparri in un tweet. La comunicazione ufficiale spetta al ministero dell’Economia ma con l’investitura del Cda, che, come era nell’aria da giorni, ha designato il direttore del Tg1 alla successione di Campo Dall’Orto, il dado è tratto. Orfeo è stato sostenuto con convinzione da Matteo Renzi. È l’ennesimo schiaffo a Gentiloni, che aveva puntato su Rizzo Nervo. Per il via libera definitivo il sì dell’assemblea totalitaria per suggellare l’intesa con l’azionista, prevista dallo statuto. Il Cda di viale Mazzini ha subito dato mandato al presidente Monica Maggioni di promuovere l’intesa con i soci e di convocare l’assemblea totalitaria, dopo la quale il Consiglio di amministrazione  tornerà a riunirsi per la nomina vera e propria. Nomina che difficilmente avverrà all’unanimità, visto la posizione del  consigliere Carlo Freccero che al momento della designazione ha  provocatoriamente proposto se stesso come dg  annunciando di voler chiedere «un’audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente».

Chi è Mario Orfeo

Napoletano, classe 1966, Mario Orfeo  approda per la prima volta piani alti della tv di stato il 23 luglio del 2009, quando viene nominato direttore del Tg2, su proposta del direttore generale Mauro Masi, con voto unanime del consiglio di amministrazione. Resterà al comando del Tg2 fino al 2011. Prima di quell’esordio in Rai Orfeo aveva seguito un percorso professionale tutto interno alla carta stampata per entrare nel 1990 nella redazione napoletana di Repubblica, giungendo poi alla sede centrale di Roma, come caporedattore, sotto la guida di Ezio Mauro. Nel 2002 Orfeo torna a Napoli: l’editore Francesco Gaetano Caltagirone lo sceglie per sostituire Paolo Gambescia alla direzione de Il Mattino di Napoli. Il pendolo di Orfeo continua a oscillare tra tv e carta stampata: la sua direzione del Tg2, connotata da molte innovazioni, termina con la nomina a direttore de Il Messaggero, altro quotidiano dei Caltagirone. Nel 2012 Orfeo torna in Rai, alla direzione del Tg1, su proposta del direttore generale Luigi Gubitosi, succedendo così ad Alberto Maccari. In questo caso il Cda di viale Mazzini lo vota non all’unanimità ma a maggioranza. Anche al Tg1 Orfeo introduce molte innovazioni, fra le altre nel giugno 2014 la testata comincia a produrre servizi e contenuti in tecnologia digitale.