Londra, Theresa May difende lo “shoot to kill”: sparare sui terroristi è lecito

La premier britannica Theresa May  ha presieduto stamattina una nuova riunione del comitato di emergenza Cobra mentre a Londra le autorità riaprovano la stazione ferroviaria e quella della metropolitana di London Bridge, nell’area che sabato sera è stata teatro della nuova strage di terrorismo.

 Theresa May ha sostenuto in pieno lo ‘shoot to kill’, lo ‘sparare per uccidere’ i terroristi adottato dagli agenti armati di Scotland Yard per fermare i tre aggressori di Londra. La premier britannica ha sottolineato infatti che questo ha permesso di salvare “innumerevoli vite” grazie anche alla tempestività delle forze dell’ordine che hanno neutralizzato gli attentatori in soli otto minuti.

Accusata di avere tagliato le risorse alla polizia sottovalutando l’allarme terrorismo, la May si è difesa affermando che la Metropolitan Police “è ben finanziata” ed ha “un antiterrorismo molto forte”. I suoi oppositori hanno ricordato come la premier quando era ministro dell’Interno ha gestito i tagli ai bilanci delle forze di polizia che hanno portato alla scomparsa di 20mila poliziotti dalla strade del Paese. “Noi abbiamo protetto i bilanci delle forze antiterrorismo – ha detto la premier – abbiamo anche fornito fondi per aumentare il numero degli agenti armati e dal 2015 abbiamo protetto in generale i bilanci delle forze di polizia”. “Questo – ha aggiunto con attacco elettorale all’avversario – nonostante il partito laburista di Jeremy Corbyn nella Camera dei Comuni suggerisse la necessità di tagliare questi bilanci”.