Londra sotto attacco: la scia di sangue da Westminster a London Bridge. I precedenti

L’allerta terrorismo era ai livelli massini, eppure i kamikaze hanno colpito ancora. Ancora dopo l’agguato con l’auto sul ponte e ai cancelli di Westminster. Dopo la strage di innocenti ragazzini al concerto di Ariana Grande a Manchester. Vediamo allora, tra tragiche similitudini e effettive divergenze, i precedenti degli attacchi che hanno colpito al cuore e minato le sicurezza della Gran Bretagna tutta, tornando a colpire sotto il Big Ben.

22 maggio 2017: la strage di Manchester

Più esplosioni durante il concerto della pop star americana Ariana Grande alla Manchester Arena spargono sangue, diffondono morte, fanno deflagrare urla e disperazione. I morti saranno 22 e i feriti almeno una sessantina, molti dei quali bambini ancora ricoverati in ospedale. L’attentato a Manchester si rivelerà presto essere il più grave in Gran Bretagna dal 2005, l’anno zero della paura nel Regno Unito sancito nel sangue dall’agire stragista di una manipolo di attentatori che si è fatto esplodere in metropolitana e su un autobus, uccidendo 52 persone.

22 marzo 2017: attentato a Westminster

L’agguato avviene 12 anni dopo l’attacco dei kamikaze islamici nel metrò di Londra e, cabala dei numeri o ricorrenza voluta e ricercata dai terroristi, esattamente un anno dopo gli attentati alla metropolitana e e all’aeroporto di Bruxelles. La dinamica è elementare almeno quanto efficace: un’auto lanciata a fole velocità investe una dozzina di passanti sul ponte di Westminster, a pochi passi dalla Torre dell’orologio che svetta sopra il Parlamento britannico. Subito dopo aver abbandonato il mezzo, l’uomo, armato di coltello e sceso in strada, si avventa contro gli agenti che presidiano l’esterno della Camera dei Comuni. Il bilancio sarà di 5 morti – il terrorista, un agente raggiunto da un fendente mortale e due civili – e di 40 feriti, tra cui anche un’italiana residente a Londra da circa sei anni. L’attentatore, si scoprire qualche oradopo l’agguato brutale, è Khalid Masood, definito dagli 007 britannici un “estremista islamico” noto ai servizi.

16 giugno 2016: l’assassinio della laburista Jo Cox

A poche settimane dal fatidico referendum della Brexit che, come noto, trainerà fuori dall’Unione Europea il Regno Unito per volere della maggiornaza dei cittadini britannici chiamati alla prova delle urne, la 41enne e madre di due bambini, Jo Cox, deputata laburista viene uccisa a Batley, nello Yorkshire. Ad accoltellarla a morte è stato l’estremista d’opposizione Thomas Mair.

22 maggio 2013: l’agguato nei pressi di una caserma a Woolwich

Il fuciliere Lee Rigby viene assalito e ucciso da due estremisti islamici nei pressi della caserma di Woolwich, a sud est di Londra. I media, a poche ore dal delitto, riferiranno un macabro particolare: sulla vittima sarebbe stato effettuato un tentativo di decapitazione.

30 giugno 2007: attentato al Terminal dello scalo di Glasgow

A bordo di un 4×4, due attentatori si lanciano contro un deposito di benzina del terminal principale dello scalo di Glasgow: l’agguato causerà un morto e 4 feriti.

7 luglio 2005: attentato alla metro di Londra

E veniamo così, a ritroso, in questa riassuntiva ricostruzione della lunga scia di sangue che ha macchiato di morte il Regno Unito, al primo, catastrofico agguato mortale, quando una serie di esplosioni devasta la linea della metro londinese. Le vittime saranno 52, i feriti centinaia. Il bilancio più grave si registrerà sulla Piccadilly Line, stazione Russell Square, dove si conteranno la metà dei morti dell’intera strage: 26 persone. Tre degli attentatori, si scoprirà poi, sono pachistani figli di immigrati a Londra, mentre il quarto è un musulmano proveniente dalla Giamaica,