Londra, 8 minuti di terrore. Ecco cosa sappiamo sulla strage

È durata in tutto 8 minuti l’azione terroristica che ieri ha colpito Londra con un bilancio di 7 morti 48 feriti e 3 terroristi uccisi. Un tempo, tutto sommato, molto breve rispetto a quello che poteva essere il bilancio finale.

Dal momento in cui è stata ricevuta la prima chiamata d’emergenza al momento in cui la Metropolitan Police ha abbattuto i tre terroristi ponendo fine alla carneficina sono, infatti passati, solo 8 minuti, un tempo che la dice lunga sulla acquisita capacità delle forze dell’ordine di reagire agli attacchi a sorpresa, perdipiu distribuiti in due punti diversi dell’estesa area londinese.

“La polizia armata ha reagito rapidamente e ha ucciso i tre uomini otto minuti dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza”, ha
ha spiegato il capo dell’antiterrorismo, Mark Rowley.

È uno degli elementi più importanti dell’attacco. Ma non il solo. L’altro aspetto che sta facendo riflettere gli investigatori è che i terroristi indossavano false cinture esplosive. Da un lato, quindi, sembra evidente l’incapacità di approvvigionarsi di esplosivo, anche il più banale, dall’altro, almeno in questo momento, si può immaginare un gruppo ristretto, pur nelle sue relazioni individuali e coltivate sui Social.

In queste ore sono in corso verifiche della Farnesina per accertare se vi sono italiani coinvolti nell’attacco terroristico e ricoverati negli ospedali londinesi o, comunque, feriti.

L’Unità di Crisi del ministero degli Esteri italiano è al lavoro per verificare eventuale presenza di connazionali ed “è in stretto contatto con l’Ambasciata d’Italia” a Londra, fanno sapere dalla Farnesina rilasciando, via Twitter, il numero di emergenza da contattare: 0039.06.36.225.

Fra i 48 feriti, molti dei quali in condizioni critiche, distribuiti in cinque ospedali dell’area metropolitana di Londra, vi sono certamente due cittadini francesi, uno dei quali è molto grave.

Molti altri feriti sono stati curati, per lesioni minori, direttamente sul posto dagli operatori del London Ambulanze Services.

La città è ancora bloccata in alcuni punti dalle forze dell’ordine inglesi, in particolare è cinturata la zona di London Bridge e chiuse al pubblico la stazione ferroviaria e quella
della metropolitana. Nessun treno sarà in servizio, hanno fatto sapere le ferrovie britanniche.

Ma cosa sappiamo finora?

Il primo attentato c’è stato alle 22.30 locali – le 23.30 in Italia – quando il Van bianco affittato dalla Hertz con a bordo i tre terroristi ha sterzato violentemente verso il marciapiede mentre percorreva a tutta velocità il London Bridge. Un attentato, in questo, molto simile ed emulativo rispetto a quello avvenuto il 22 marzo 2017 sul ponte londinese di Westminster quando un furgone, guidato da un terrorista, travolse di proposito alcune persone che stavamo passeggiando.

Dunque, ieri, la scena si è ripetuta. I tre terroristi sono piombati sulla folla. Poi, scesi dal furgone, hanno iniziato a tirare fendenti sulle persone con alcuni coltelli che avevano con loro. Quindi sono risaliti sul furgone e hanno puntato verso Borough Market, in quel momento affollato di gente nei bar e nei ristoranti. Sono entrati in un bar, affollatissimo, e hanno nuovamente ricominciato a menare fendenti, sgozzando le persone, secondo alcuni testimoni, con coltellacci a lunga lama di almeno 30 centimetri.

C’è chi sostiene che qualcuno dei terroristi abbia gridato “questo è per Allah” mentre si avventava sulle persone all’interno del bar. Una scena terribile interrotta dall’arrivo della polizia che ha fulminato i tre terroristi.

Le immagini, riprese fortunosamente da un videomaker italiano, Gabriele Sciotto, mostrano uno degli attentatori a terra con indosso una cintura esplosiva risultata, poi, dagli accertamenti, falsa.

Sembrava tutto concluso ma un altro allarme, risultato poi non collegato ai due attentati, è arrivato da Vauxall, 4 chilometri a sud dall’area dei due attacchi precedenti, dove c’è stato un accoltellamento che, però, non aveva fini terroristici.