L’olio di palma è sempre più “sostenibile”. E se lo dice l’Unicef…

Una collaborazione tra Roundtable on Sustainable Palm Oil (Rspo) e Unicef per il rafforzamento dei diritti dei minori nella filiera dell’olio di palma. L’avvio dell’iniziativa è stata annunciato oggi a Londra. L’obiettivo – si legge in una nota di Rspo – è l’implementazione di un programma Unicef sul lavoro riguardante i diritti dei minori e delle famiglie, l’introduzione di questi all’interno degli standard di sostenibilità sociale di Rspo e la creazione di ulteriore consapevolezza all’interno dei membri dell’associazione. La partnership è stata siglata in occasione della 5° edizione della European Roundtable di Rspo, che ha raccolto circa 400 delegati per discutere sulla trasformazione sostenibile della filiera dell’olio di palma in Europa e in tutto il mondo. “Per trovare soluzioni sostenibili è importante che il settore riconosca i problemi sociali con cui ha a che fare”, osserva Darrel Webber, Chief Executive Officer di Rspo.

Oltre 2,5 milioni di ettari sono certificati

L’appuntamento di oggi ha anche visto l’annuncio di una collaborazione con il World Resource Institute per la creazione di una piattaforma interattiva – liberamente consultabile sul sito www.rspo.org – che mostra mappe satellitari dettagliate sui mulini e sulle piantagioni certificate sostenibili Rspo, insieme a informazioni sulla topografia dei luoghi e su eventuali incendi monitorati nella concessione. Rspo ha inoltre diffuso i dati più recenti legati alle comunicazioni annuali obbligatorie da parte dei propri membri sui progressi compiuti in termini di sostenibilità di produzione o di approvvigionamento: oltre 1.300 membri hanno risposto all’appello, a fronte dei 1.127 dello scorso anno. Ad oggi, oltre 2,5 milioni di ettari di coltivazioni di olio di palma sono certificate sostenibili Rspo, per una produzione di 11,8 milioni di tonnellate, pari al 21% del totale.