Lara Comi perseguitata da uno stalker: “Non vivo più. Ho paura”

Lara Comi si sfoga in una lunga intervista, rivelando questioni molto private e dolorose. L’ eurodeputata di 34 anni di Forza Italia, racconta la sua disperazione di vittima, da alcuni anni, di stalker. “Non vivo più”, si sfoga con il Giornale. I molestatori si sono susseguiti nel corso degli anni ma l’ultimo è particolarmente pesante. Telefonate, pedinamenti, messaggini al cellulare. Anche 12 al giorno. ” S’è pure presentato a casa mia”.

Lara Comi, lo stalker non demorde

Lara Comi ha voluto parlare di se stessa per descrivere l’iter della giustizia nei casi di stalking. Lei infatti ha fatto la sua denuncia nel febbraio scorso,  ma la giustizia è lenta. «Martedì scorso, arriva l’ordinanza con cui il tribunale di Busto Arsizio intima allo stalker di non avvicinare l’europarlamentare. Ma lui non demorde. Continua a compulsare messaggi nonostante lei lo abbia bloccato. Se dovesse avvicinarla ora rischierebbe l’arresto. La Comi racconta: “Mi ha detto che è pure disposto al carcere per me. Un inferno. Sono esasperata e confesso che ho paura. Paura perché mi verrebbe da reagire in maniera violenta; ma anche perché non si può mai sapere come possa comportarsi lo stalker denunciato”. All’inizio, Lara Comi ha voluto mantenere il riserbo trattandosi di una vicenda privata. Ma ora ha deciso con la sua contessione di spronare tutte le donne vittime di stalking e di violenza: “Bisogna dire, raccontare, parlare, denunciare. Non lo faccio soltanto per me stessa ma soprattutto per le tante altre donne nella mia stessa condizione. Ora voglio battermi per loro e perché le cose cambino”. La Comi sostiene che i magistrati devono cambiare: “Serve maggiore sensibilità da parte loro perché le donne, in questi casi, spesso cercano di nascondere quello che sta loro accadendo. Per una sorta di vergogna. E quando una donna si decide a denunciare spesso è all’apice; al limite della sopportazione”.

“La giustizia è lenta”

Altro consiglio all’operato della giustizia:  «E poi occorre che le ordinanze che impediscano a una persona di avvicinarne un’altra – spiega a Giornale – non abbiano valore soltanto in Italia ma su tutto il territorio europeo». Dopo la valanga di messaggi di solidarietà ricevuta Lara Comi si è impegnata ora in un’altra iniziativa social. «Voglio creare un blog dove le donne vittime di stalking possano confidarsi, confrontarsi, sostenersi. E trovare così la forza di accendere un faro su quello che spesso, quasi inspiegabilmente, si vuole tenere nell’ombra». La paura è ancora tanta, dice la Comi, nonostante abbia la scorta. Nell’ultimo periodo – stalker a parte-  sta fronteggiando «scomode battaglie politiche: in primis la lotta per sgomberare alcuni centri sociali in Brianza; ma anche la tutela dei diritti dei frontalieri che abitano in Italia e lavorano in Svizzera. Da qui, minacce di morte e pacchi di lettere ingiuriose.