L’Aquila, Biondi (FdI) va al ballottaggio: abbiamo toccato le corde giuste

Anche all’Aquila sarà uno scontro diretto tra centrodestra e centrosinistra a decidere il nome del sindaco dopo la stagione rossa di Massimo Cialente che ha guidato per dieci anni l’amministrazione del capoluogo abruzzese. Con il 36 per cento, conquista il ballottaggio Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, per 11 anni sindaco di Villa Sant’Angelo, una lunga storia di militanza e di impegno politico a destra, che è riuscito a ricompattare il centrodestra grazie a un’ampia coalizione che vede oltre a FdI e Forza Italia anche la Lega di Salvini e l’Udc. Biondi dovrà vedersela con il candidato progressista, Americo Di Benedetto, sindaco di Acciano, (47%), che esprime la continuità con la passata amministrazione di sinistra. 

Biondi: abbiamo toccato le corde giuste

«È sorprendente che in soli due mesi il centrodestra sia riuscito a recuperare terreno e a mettere in discussione una partita che, al termine delle primarie del centrosinistra, era considerata chiusa senza appello», ha commentato soddisfatto Biondi pronto a ripartire pancia a terra per la sfida finale contro il continuismo. «Evidentemente siamo riusciti a toccare le corde giuste dei cittadini con una politica non urlata ma ragionata su temi e proposte. Abbiamo avuto senso di responsabilità nei confronti di una città martoriata dal sisma e ancora molto provata, non affondando ulteriormente i colpi sulle responsabilità dell’amministrazione di centrosinistra che sono sotto gli occhi di tutti». Siamo pronti a iniziare la corsa del secondo turno continuando a raccontare la nostra idea di alternanza e cambiamento, ha detto ancora il candidato del centrodestra al termine di una campagna elettorale fatta di porta a porta, di ascolto del territorio e di attenzione ai più deboli. Un’avventura «di gente libera e appassionata», come l’ha definita, che ha richiamato nelle zone del cratere tutti i leader nazionali, a cominciare da Giorgia Meloni

Ora la rivoluzione si fa davvero

«Dedico questa avventura a mia moglie Elisa, paziente mamma e preziosa collaboratrice, a mia figlia Nina, che vorrei veder crescere in una città rinnovata: mi siete mancate tanto – si legge sulla sua pagina Facebook – a mio padre, che mi ha insegnato il valore dell’onestà, a mia madre, che mi ha insegnato i valori della libertà e della responsabilità. Al clan di fratelli-cugini-nipoti-zii e alla nostra chat di amenità, ricordi e incoraggiamenti. A tutti quelli che ci sono sempre stati (stavolta, forse, la rivoluzione la facciamo veramente). Alle donne e agli uomini di questa squadra gioiosa e appassionata. A questa comunità, a questa terra. A tutti voi. Nessuna resa mai».