Lampedusa, clamoroso tonfo di Giusi Nicolini. Resta fuori dal ballottaggio

Lampedusa chiede di voltare pagina. È stata clamorosamente sconfitta dagli elettori Giusi Nicolini, sindaca uscente dell’isola, icona dell’accoglienza senza se e senza ma, coccolata dai media e vincitrice del Premio Unesco per la Pace. Con un esito a dir poco sorprendente, anche se lo spoglio non è ancora concluso, la Nicolini deve accontentarsi di un misero terzo posto lisciando persino l’obiettivo minimo del ballottaggio. Hanno fatto meglio di lei Totò Martello, ex sindaco di Lampedusa sostenuto da una parte del Pd, e Filippo Mannino, di provata fede grillina, che torneranno a sfidarsi tra due settimane.

Sconfitta clamorosa per Giusi Nicolini

Un colpo pesantissimo e  inaspettato per la Nicolini, che per ora si trincera dietro un eloquente silenzio. Per la cronaca la grintosa Giusi è stata da poco promossa sul campo da Matteo Renzi con l’ingresso nella segreteria del Partito democratico. Le urne invece hanno decretato una sconfitta che brucia  e che farà molto parlare. «Mentre tutti blaterano del nulla, alla fine sono i piccoli territori che stanno salvando la faccia dell’Europa», aveva detto dopo essere stata citata da papa Francesco come simbolo di donna e amministratrice. Troppi onori, troppa visibilità si sono trasformati in un boomerang? Intanto il Nazareno piange. Per il segretario del Pd di Agrigento Peppe Zambito «la sua sconfitta rappresenta la sconfitta di quanti condividono questi valori. L’alternativa mi preoccupa non poco! Vedo già analisi e commenti che più che nel merito delle sue azioni di Sindaca dimostrano una strisciante invidia. Forse ha avuto troppi riconoscimenti e, per molti siciliani non va bene, siamo così bravi a farci del male da soli, da sempre».