La Turchia spariglia le carte: si rifiuta di chiudere la base militare in Qatar

Ancora una volta la Turchia spariglia le carte sul tavolo della politica internazionale e dichiara, a chiare lettere, di non avere alcuna intenzione di chiudere la propria base militare in Qatar, affermando che si tratta di una garanzia per la sicurezza del Golfo.

Turchia, non chiuderemo la nostra base in Qatar

La rivendicazione istituzionale è arrivata direttamente dal ministro della Difesa turco Fikri Isik, spiegando che la richiesta di chiusura della base, proveniente dai Paesi del Golfo che hanno interrotto i rapporti con Doha, rappresenta un’interferenza nei rapporti tra la Turchia e il Qatar. Intervistato dall’emittente Ntv, Isik ha comunque spiegato che non è arrivata alcuna richiesta formale di chiusura della base che la Turchia gestisce in Qatar in base all’accordo firmato nel 2014. ”Se c’è una richiesta in tal senso, si tratta di un’interferenza nei rapporti bilaterali”, ha sostenuto polemicamente Isik. Ieri a Doha sono arrivati cinque veicoli corazzati e 23 militari nell’ambito dell’accordo sull’addestramento militare e la collaborazione nel campo della difesa. In Qatar, allora, ci sono già 88 soldati turchi, come ha scritto il quotidiano Hurriyet.

A garanzia dell’intera regione?

Le esercitazioni militari congiunte tra Turchia e Qatar inizieranno dopo la festività islamica dell‘Eid al-Fitr. ”Il rafforzamento della base turca potrebbe essere un passo positivo per la sicurezza del Golfo – ha detto Isik – Rivalutare l’accordo con il Qatar sulla base non è nella nostra agenda”. La presenza della Turchia in Qatar dovrebbe essere vista come un fattore positivo per l’intero Golfo, ha sottolineato il ministro turco. ”La base in Qatar è sia una base turca, sia una struttura per la sicurezza del Qatar e della regione”, ha aggiunto. Intanto, però, si attendono le reazioni delle diplomazie internazionali.