La Raggi fa arrabbiare gli animalisti: «Non far bere i cani significa ammazzarli»

La regola è ferrea e forse anche giusta: vietato bagnarsi e bere nelle fontane. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, però, è riuscita comunque a far arrabbiare qualcuno, con la sua ordinanza finalizzata ad impedire episodi contrari alle regole di decoro urbano e garantire adeguata tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico di Roma Capitale.

La Raggi, che nei giorni scorsi ha firmato un’ordinanza che stabilisce una serie di divieti applicati a circa 40 fontane di particolare interesse storico, artistico e archeologico, ha stabilito anche pesanti sanzioni amministrative che vanno da 40 a 240 euro per chi versa liquidi, gettare qualsiasi oggetti (ad eccezione del tradizionale lancio di monetine) lavare animali, indumenti e simili e fare bere animali.

Proprio quest’ultimo punto ha mandato in bestia gli animalisti. «Visto che sarà un’estate torrida, il primo cittadino, come pensa di rispettare il benessere animale, negando la libertà dalla sete? Un animale che non può bere muore», afferma Rinaldo Sidoli, responsabile Verdi diritti Animali. L’esponente dei Verdi conclude con un suggerimento alla Giunta capitolina: «Si può inserire l’obbligo ai negozianti, nei mesi più caldi, di apporre fuori dai negozi una ciotola di acqua sempre fresca, donata dalla Giunta come già avviene ad Arezzo. Sarebbe una importante conquista di civiltà per chi in campagna elettorale ha ripetuto di continuo che è un’animalista», sottolinea Sidoli.