La Meloni scettica sul partito unico: «Pensiamo prima alla coalizione»

Se Silvio Berlusconi esorta alla prudenza prima di dare per certa la resurrezione dello spirito del maggioritario, un bagno di sano realismo arriva da Giorgia Meloni, che si dichiara «guardinga» in merito all’ipotesi di un centrodestra da far sfilare sotto una sola bandiera. «È presto – spiega la leader di FdI-An – per parlare di partiti unici, quando oggi si hanno difficoltà anche di coalizione. È un salto in avanti molto importante».

La Meloni a Sky Tg24

Non si tratta di mettere in discussione il valore dell’unità della coalizione. Anzi, sotto questo aspetto la Meloni è pronta a fare la propria parte fino in fondo: «Credo – ha infatti detto dai microfoni di Sky TG24 Pomeriggio – che il centrodestra possa vincere le elezioni e che le elezioni amministrative dimostrino come, se il centrodestra si presenta compatto e con una proposta credibile, può vincere anche in quelle che sono roccaforti storiche della sinistra». Nel centrodestra continua a tenere banco il tema della leadership e delle modalità con cui selezionarla.

L’incognita della legge elettorale

Chi non fa mistero di puntarci è il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. «Noi – ha proseguito la Meloni – abbiamo presentato una proposta di modifica dell’Italicum che chiede il premio alla coalizione, perché sarebbe più facile trovare una sintesi con una coalizione, ma se il premio sarà sulla lista io penso che sarà doveroso da parte nostra ragionare di una lista unitaria. Dopodiché su chi è il capo, chi comanda sugli altri, penso che nessuno potrà imporre la sua leadership sugli altri. Siamo tre partiti, ognuno con la sua identità, i suoi leader, il suo valore aggiunto e penso che bisogna rispettare il valore aggiunto di tutti. Bisogna trovare un modo per stabilire chi sarà il portabandiera di una coalizione. Ci serve un candidato premier, che possa essere primus inter pares, che non significa – ha concluso – comandare su tutti, ma essere la persona giusta per ricoprire quel ruolo».