La Boschi scopre che la lotta alla droga va fatta ma la sinistra non lo sa

La lotta alla tossicodipendenza sta subendo un rallentamento. Anche se sarebbe meglio dire che è del tutto inesistente nel nostro Paese. La scoperta dell’acqua calda proviene da Maria Elena Boschi, la quale denuncia una sorta di «sottovalutazione» del fenomeno.

Nel 2016 sono stati 143 mila i tossicodipendenti seguiti dai servizi pubblici, 19mila erano donne. Il dato è un’anticipazione della relazione annuale sulle tossicodipendenze in Italia, di prossima presentazione al Parlamento, fornito ad un seminario su donne e droghe, organizzato nella Giornata Mondiale contro la droga. proprio prendendo spunto da questi dati Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, denuncia che «sono sottostimati» l’abuso di droga e gli effetti delle nuove sostanze.

La Boschi è anche preoccupata del destino di quelle ragazze che sono inconsapevolmente drogate nei locali per poi subire violenze sessuali. «Noi – ha detto l’esponente del governo – qui vogliamo lanciare un campanello di allarme» ai giovani che con questo uso distruttivo vedono compromesso il loro futuro. Fra i segnali da cogliere, l’aumento dell’uso di droghe fra le donne e tra le più giovani: c’è la disponibilità della vendita online, l’allarme sull’inconsapevole assunzione nei locali fra le più giovani che vengono poi abusate sessualmente, il ricorso a farmaci regolarmente prescritti che però portano una folta fetta di donne a dipenderne. In controtendenza con quella che è stata la linea prevalente a sinistra, cioè un indifferente antiproibizionismo, Boschi sottolinea che la lotta contro la droga è «una sfida alla quale non possiamo rinunciare» anche perché il traffico illecito «finanzia il terrorismo».