Ius soli, sul web impazza il gioco trova l’intruso sul citofono: e l’intruso è l’italiano

Mentre nelle sale dei bottoni si sta cercando di far passare il ddl sullo Ius soli come la panacea di tutti i mali socio-demografici del Belpaese e la sublimazione democratica di uno Stato di diritto che si rispetti. Proprio quando lo scontro tra sostenitori e contrari entra nel vivo e il Vaticano cala l’asso mettendoci il carico da 11. Un paese profondamente diviso e inevitabilmente spaventato, la Santa Sede scende in campo e, con un intervento a gamba tesa, assolutamente conforme alle prese di posizione su cui si è asserragliata la sinistra radicale, allineandosi sul riconoscimento del diritto di cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione  nati in Italia, il popolo del web si “diletta” – diciamo così – con un nuovo gioco di società: cerca l’intruso (laddove per intruso si intende un nostro connazionale, sparito dal citofono di un condominio di una qualunque città d’Italia.

Ius soli visto dal web, il nuovo gioco: trova l’intruso 

Ma metterla sul ludico – per quanto beffardo – non accenna a sminuire la gravità di quanto si sta verificando sotto gli occhi attoniti e l’assoluta impossibilità d’intervento degli elettori, chiamati prima ad accogliere, poi a istituzionalizzare la presenza di frotte di immigrati provenienti da mezzo mondo subsahariano. Un’invasione di fatto che si consuma da anni e di cui sono fulgida testimonianza anche semplicemente i citofoni di alcuni condomini spari qua e là per lo Stivale. «Se non lo trovi, tagga un amico per far vedere come sarà bella l’Italia tra qualche anno, dove comanderanno gli stranieri e gli italiani rimarranno senza diritti. Il grande piano di sostituzione etnica voluto dal PD sta andando avanti», recita allora la presentazione dell’ultimo gioco bandito sul web che, tra facile ironia e drammatica denuncia, stigmatizza una situazione a cui ora si cerca anche di mettere il sigillo istituzionale.

Ius soli: tra gli schieramenti in campo interviene la Chiesa 

Sul fronte parlamentare, allora, non è più solo il centrodestra a dichiarare guerra allo Ius soli e ad annunciare l’imminente raccolta delle firme necessarie per presentare richiesta di un referendum abrogativo qualora venisse approvato il ddl sulla cittadinanza agli immigrati: adesso anche i grillini si sono posizionati sulla trincea dello scontro con la sinistra di governo che punta all’approvazione del disegno di legge a tutti i costi e senza spendere un momento di più. Lo schieramento opposto, invece, vede in campo il premier Gentiloni che solo solo poche ore fa ha definito il provvedimento «un atto di civiltà» e, accanto la Chiesa che «ha chiesto una nuova legge» ritenuta dal presidente della fondazione Migrantes della Cei, Monsignor Gian Carlo Perego,«indispensabile»