Il M5s si asterrà sullo Ius soli: il bluff di Grillo sui migranti è già scoperto

Ieri la presa di posizione sui migranti e l’allarme sull’impatto che hanno sul territorio, oggi l’annuncio dell’astensione sullo Ius soli. Il combinato disposto del flop alle elezioni, con la presa di posizione sui flussi migratori, e l’arrivo al Senato della legge sulla cittadinanza, che quei flussi rischia di incrementarli ulteriormente, tira un brutto scherzo a Grillo e al M5s: nel giro di 24 ore si ritrovano a dover gestire una coperta davvero troppo corta, che ne scopre tutti i punti deboli in fatto di linea politica.  

I tempi della politica tirano un brutto scherzo ai grillini

In molti avevano notato la tempistica sospetta della lettera di Virginia Raggi al prefetto di Roma sulla questione accoglienza, arrivata giusto il giorno dopo il deludente esito delle urne. Ora il post sul blog di Beppe Grillo, per dire che sullo Ius soli il movimento si asterrà, non fa che confermare i dubbi sul fatto che quella lettera fosse solo una trovata propagandistica, da pompare in vista dei pochi ballottaggi cui il M5s ha avuto accesso. Alla prima prova pratica, infatti, non solo cadono tutte le velleità dei grillini di farsi passare come un argine all’immigrazione senza controllo, ma emerge tutta la difficoltà del movimento ad adottare una linea politica chiara su un tema tanto sensibile. 

Il M5s annuncia l’astensione sullo Ius soli

Il M5s si rifugia in una astensione davvero incomprensibile, tanto più alla luce delle motivazioni che offre. «Quello che ci propinano è un pastrocchio all’italiana, che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie», si legge sul blog di Grillo, dove è spiegato che «concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da una discussione e una concertazione con gli Stati dell’Unione europea, per avere regole uniformi». «Per questi motivi – è la conclusione – il Movimento 5 Stelle, coerentemente con quanto già fatto alla Camera, sul tema dello Ius soli esprimerà voto di astensione». Ma se si tratta di «un pastrocchio all’italiana», perché astenersi e invece di votare contro? E cosa dire, poi, di quel richiamo alla «concertazione» tra gli Stati europei, che equivale a dire che non si vuol prendere posizione né ora né mai?

Il caso di una eventuale alleanza con la Lega

La risposta più plausibile appare tutto sommato semplice: il M5s, su un tema così delicato e così fortemente politico, non sa davvero come muoversi. Non gli resta, dunque, che ritirarsi su posizioni funamboliche, soprattutto se sui giornali ancora tengono banco le trovate propagandistiche del giorno prima e le loro conseguenze. L’approdo in aula dello Ius soli, infatti, non è stato l’unico incidente cui il movimento ha dovuto fare fronte: gran parte della giornata politica stata impiegata dai suoi vertici a smentire l’ipotesi di una possibile alleanza con la Lega. Da Luigi Di Maio ad Alessandro Di Battista, fino allo stesso Grillo sono intervenuti tutti per dire che si tratta di una prospettiva che non esiste, smentendo il deputato ed ex membro del direttorio, Carlo Sibilia, che, in una intervista alla Stampa, aveva detto che «con la Lega ci può essere una convergenza». Affermazione resa poi da chi ha fatto il titolo con la frase «Su questo tema si può costruire un’alleanza con la Lega». Lo stesso Sibilia, a caso esploso, è intervenuto per rettificare. Ma, insomma, chi se la sente di addossargli la croce se anche lui è rimasto disorientato dallo stop-and-go del suo partito?