I genitori denunciano: “Nostra figlia indù rapita e costretta a convertirsi all’Islam”

Ha riacceso il dibattito sul rispetto della libertà religiosa  la storia di una ragazza indù che sarebbe stata rapita e costretta a convertirsi all’Islam. L’episodio, accaduto in Pakistan, come hanno riferito i media locali, ha suscitato le forti proteste della comunità religiosa. I fatti sarebbero accaduti nella città di Tharparkar, nel Pakistan sudorientale. Secondo quanto denunciato dai suoi familiari, la ragazza di appena 16 anni sarebbe stata rapita, obbligata a convertirsi all’Islam e costretta a sposare un musulmano nello stesso giorno.

Islam, la famiglia ricorre alla Corte Suprema

La famiglia ha denunciato che le nozze hanno anche violato la legge sulle ‘spose bambine’ che ha innalzato a 18 anni l’età per contrarre matrimonio. Il deputato al Parlamento nazionale Ramesh Kumar Vankwani, che guida il Consiglio indù del Pakistan, ha annunciato all’agenzia di stampa Dpa l’intenzione di rivolgersi alla Corte Suprema. “La comunità indù è pacifica e patriottica ed è costretta a migrare dal Pakistan”, ha dichiarato Vankwani. Il Pakistan ospita oltre due milioni di indù, la maggioranza dei quali vive nella provincia di Sindh. Secondo una relazione del 2015 del South Asia Partnership Pakistan, almeno mille ragazze indù sono costrette ogni anno a convertirsi all’Islam.