Grasso rinuncia alla candidatura in Sicilia. Orlando, commosso, ringrazia

Pietro Grasso non si candiderà alla presidenza della regione Sicilia. Il rifiuto del presidente del Senato è una brutta tegola per Matteo Renzi. Non è infatti un mistero che il leader del Pd puntasse su Grasso per arginare la vittoria grillina (chissà perché data quasi per scontata), sebbene tale idea fosse figlia dello scenario che prevedeva elezioni politiche anticipate a settembre. Uno scenario ormai archiviato dopo il rinvio in commissione Affari costituzionali della legge elettorale. Il presidente del Senato, com’è noto, è la seconda carica dello Stato ed è investito del ruolo di supplenza del presidente della Repubblica. In poche parole, occupa una casella che non prevede intermittenze o vuoti. In merito alla decisione di Grasso non sarà quindi rimasto estraneo anche lo stesso presidente Mattarella, per altro anch’egli siciliano.

La decisione dopo un incontro (irrituale) con il sindaco di Palermo

Quel che però aggiunge una coloritura più politica e meno istituzionale alla vicenda è la circostanza che il “niet” del numero uno di Palazzo Madama è stato ufficializzato al termine di un «lungo colloquio» avvenuto stamattina con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. È almeno irrituale che il presidente del Senato decida di chiamarsi fuori dalla corsa per la presidenza della Regione dopo un incontro con il primo cittadino del capoluogo nel corso del quale – come recita una nota diramata dopo il colloquio – i due hanno riflettuto sul«delicato momento della legislatura» e sui «prossimi impegni del Senato della Repubblica su temi importanti per il Paese quali ad esempio la legge elettorale e la legge di bilancio» ricavandone come risposta l’impossibilità di proseguire sull’ipotesi di candidatura proposta dal Pd. «Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia – ha rimarcato Grasso – non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato».

Grasso: «I miei doveri mi impediscono di candidarmi»

Scelta più che legittima. Ma perché ufficializzarla dopo un incontro con Orlando? Che cosa c’entra il primo cittadino di Palermo con gli impegni del Senato e con il bilancio dello Stato?». L’unica risposta plausibile sta nella netta contrarietà sussurrata a mezza bocca dallo stesso Orlando sulla candidatura di Grasso. Il sindaco è al suo quinto mandato e di certo non intende chiudere la propria carriera a Palazzo delle Aquile. Ma sarebbe difficile anche per lui immaginare di puntare ad un ruolo nazionale coabitando con un presidente di caratura nazionale dotato, per di più, degli amplissimi poteri che l’autonomia dello Statuto speciale concede alla Sicilia.