Gli ortopedici: dai 6 ai 10 anni attenzione a tennis ed equitazione

Via libera a nuoto, mini-basket, pallavolo, ginnastica artistica e nuoto sincronizzato. Sì con qualche riserva al calcio, “mentre bisogna fare molta attenzione tra i 6 e i 10 anni a sport come il tennis o l’equitazione”. A stilare la classifica degli sport promossi, rimandati e bocciati da praticare al centro estivo o al campus è Sandro Rossetti, primario all’ospedale San Camillo di Roma, specialista in ortopedia e traumatologia. Con la fine della scuola molti bimbi italiani hanno in programma periodi di allenamento al centro estivo o nei campus dedicati allo sport. “Un’iniziativa valida, a patto di scegliere un’attività fisica davvero adatta al fisico del bambino, in fase di sviluppo”, dice l’esperto. Da preferire “le attività che consentono uno sviluppo armonico di tutti e quattro gli arti: quindi il nuoto, il mini-basket, la pallavolo, il beach volley, il nuoto sincronizzato e la ginnastica artistica – elenca Rossetti -. Attenzione al calcio: sono privilegiati gli arti inferiori, ma se questa attività fisica si pratica in un centro sportivo adeguato, l’allenamento sarà sempre accompagnato da un’attività preparatoria su tutto il fisico. Ecco dunque che occorre tenere conto di questo aspetto nella scelta dello sport. È bene poi fare molta attenzione al tennis, che eviterei a questa età, a meno che
non sia fatto in un centro sportivo che curi moltissimo l’allenamento fisico in generale. Il tennis infatti – ricorda l’esperto – sviluppa un solo arto e pesa molto sulla colonna in fase di crescita: è dunque fondamentale praticare un regime di allenamento mirato, che compensi gli squilibri legati alla passione per la racchetta”. Semaforo rosso per l’equitazione. “Ci sono genitori che mettono sul cavallo bimbi di 6-7 anni, ma io sono convinto che sia troppo presto – avverte l’ortopedico – Anche in questo caso, se non si fa un allenamento mirato sui muscoli para-vertebrali, si tratta di uno sport è controindicato a questa età”. Per Rossetti, comunque, “nella scelta dell’attività più giusta per l’età del bambino la cosa migliore è rispettare le peculiarità fisiche del piccolo, le sue inclinazioni, e soprattutto chiedere consiglio al pediatra o al medico dello sport”. Senza avere troppa fretta e tenendo conto del fatto che l’organismo è in fase di sviluppo. “Poi, a 11-12 anni, se la struttura fisica è già impostata e sviluppata, si potrà ampliare la scelta”. In agguato, in caso di allenamenti eccessivi o inadeguati, c’è il rischio di traumi e lesioni. “Si tratta di problemi diversi rispetto a quelli degli adulti, che in questi casi incappano sovente in distorsioni. I bambini hanno un’elasticità che non hanno invece gli adulti: in caso di trauma infatti i piccoli sono più a rischio di fratture, non di distorsioni”, ammonisce Rossetti. Alla fin fine il suggerimento dell’esperto è quello di approfittare dell’estate per fare sport, “seguendo i consigli del pediatra e i desideri del bambino, non quelli dei genitori”.