Giorgia Meloni dopo i fatti di sangue a Londra e Torino: “Europa svegliati e reagisci”

Un van trasformato in un’arma letale che nella notte appena trascorsa ha minacciato e ucciso i passanti sul London Bridge a Londra. La folla impazzita che ieri sera in piazza San Carlo a Torino, mentre veniva proiettata su un maxischermo la finale di Champions League Juventus-Real Madrid, fugge in preda al panico allo scoppio di un petardo, quando qualcuno urla: “E’ una bomba”: bilancio dell’ondata di , panico scatenatasi 1.400 feriti, ricoverati anche in ospedali della provincia, di cui otto gravissimi, ricoverati in codice rosso. Un duplice scenario di tregenda che, nella diversità dei casi, ovvio, ma da Torino a Londra, ha ricreato scenari apocalittici, da fine del mondo. Almeno, di quello occidentale…

Giorgia Meloni sui fatti di Londra e Torino

E allora, tra i commenti politici rilasciati in queste ore, colpisce quello della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che, riflettendo su quanto appena tragicamente accaduto, sul suo profilo Facebook ha dichiarato: “Scene di panico a Torino. Una serata di sport trasformata in un incubo dal quale scappare. Centinaia di persone ferite dalla paura, esattamente come vuole il fondamentalismo. Scene di morte a Londra. Il terrorismo islamico continua a colpire, alla cieca, innocenti”, una disamina incontrovertibile che conclude poi con un appello a reagire e a difendersi: “Non dobbiamo abituarci alla paura e alla morte – posta sul social la numero uno di FdI -; dobbiamo reagire, con forza, contro chi odia la nostra libertà e vorrebbe cancellare la civiltà europea. #SvegliatiEuropa», firma in conclusione il suo appello la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Londra e Torino, due facce della stessa medaglia

E allora, un attacco terroristico a bordo di un mezzo su quattro ruote trasformato in veicolo di morte e poi, l’agguato a coltelli una volta lasciato il volante, a Londra. Un falso allarme bomba che provoca 1400 feriti – tra cui un bambino schiacciato dalla calca inferocita – di cui cinque gravi, a Torino, in una piazza San Carlo gremita per la  diretta su maxischermo della finale di Champions League. Due facce della stessa medaglia: quella che stigmatizza il terrore e il panico che da anni a questa parte l’estremismo islamista ha seminato nel vecchio continente (e non solo). Quella incisa a caratteri di sangue che evoca continuamente lo spettro della paura, entrata fin nei gangli connettivali della nostra quotidianità. Una realtà di panico e di sospetti, di minaccia sempre in agguato, di dramma imminente: come accaduto in questo ennesimo weekend di sangue in Europa indelebilmente marchiato da due eventi, quello di Torino e quello di Londra, che altro non sono che il riflesso di una vulnerabilità pericolosamente endemizzata.