Gioielliere di Pisa: c’è chi organizza una colletta per il rapinatore morto

Una controversa colletta è partita in favore del rapinatore che a Pisa è stato ucciso da un gioielliere dopo che aveva sparato alla moglie del titolare. La notizia della colletta per Simone Bernardi, il 43enne originario di Latina rimasto ucciso nel tentativo di rapina avvenuto lunedì scorso nella gioielleria Ferretti di Pisa.

Nella colletta per il rapinatore di Pisa raccolti oltre duemila euro

La raccolta è stata promossa per raccogliere fondi a favore dell’ex moglie e delle figlie di Bernardi tra i detenuti del carcere “Don Bosco” di Pisa dove Bernardi era recluso fino al marzo scorso per scontare una condanna a 8 anni per rapina. La somma raccolta ammonterebbe a circa duemila euro. Intanto, continuano le ricerche da parte dei carabinieri per rintracciare i due complici di Bernardi scappati dopo la sparatoria in gioielleria.

Il gioielliere di Pisa è indagato per omicidio

«Ci siamo difesi, perché loro hanno sparato per primi verso mia moglie e io ho reagito. I bossoli sono a terra». Sono le poche parole dette a testimoni e inquirenti da Daniele Ferretti, il gioielliere che ha reagito al tentativo di rapina uccidendo uno dei due banditi, mentre l’altro, quello armato, è riuscito a fuggire. La gioielleria di Ferretti, in via Battelli, a ridosso del centro di Pisa, era stata più volte rapinata: l’ultimo colpo il 7 gennaio 2016, il più cruento il 30 luglio 1999 quando due banditi accoltellarono il gioielliere che finì in prognosi riservata.