Gassmann attacca chi è contro lo Ius soli: «Vi prendo a calci in c…»

Guai a dire che la materia non è esattamente di sua competenza, vi beccherete un insulto e, magari, la prospettiva di un «calcio in c…». È uno dei rischi che si corrono a interagire con Alessandro Gassmann, sul suo profilo Twitter. L’attore è tornato a fare una incursione politica, stavolta intervenendo a favore dello Ius soli. Ne è scaturito un lungo botta e risposta con i follwer, in cui le posizioni contrarie alla legge sulla cittadinanza sono state di gran lunga maggioritarie. Gassmann non si è sottratto al confronto e ha risposto alla gran parte dei commenti, ma – insomma – il fair play non è stato sempre la sua cifra

Un automatismo che non regge

«#Ius soli una caciara infinita… individui che urlano, spingono, una repubblichetta del centro America … chi nasce in Italia è italiano», è stata la presa di posizione dell’attore, accompagnata dalla foto della bagarre che si è scatenata nell’aula del Senato. Al cinguettio di Gassmann in molti hanno risposto argomentando che l’automatismo non regge e che nascere in Italia non significa affatto nascere italiani. L’attore ha replicato a quasi tutti, per lo più malcelando una certa stizza nei confronti delle posizioni contrarie alla sua. In alcuni casi, poi, è arrivato a un vero e proprio scontro diretto.

Sei contrario allo Ius soli? Allora sei «un razzistone»

A un utente che gli ha scritto che è «troppo ignorante per capire le conseguenze di questo tipo di legge in questo momento storico», invitandolo a «parlare di televisione», Gassmann ha risposto con un «ti evito volentieri di leggermi, razzistone». In effetti, l’utente un po’ discriminatorio lo era stato, ma verso Gassmann non verso gli immigrati. Quel «razzistone», dunque, sembra dirci che per Gassmann se sei contrario allo Ius soli sei automaticamente un razzista. Una semplificazione da due soldi, che tutto sommato fa venire voglia di dare ragione al «razzistone» in questione: se questo è il livello di elaborazione, forse davvero meglio che Gassmann si dedichi solo ai temi dello spettacolo.

Ma insultare interi popoli va bene…

Ma non finisce qui. Altra utenti, che invece sembrano essere a favore dello Ius soli, fanno notare all’attore che tirare in ballo le repubbliche del Centro America in quel modo era quanto meno irrispettoso, verrebbe da dire – vista la discussione in corso – razzista. E che ha fatto Gassmann? Ha liquidato la faccenda con un «era per dare l’idea» e un «ma hai capito, no?». Insomma, per difendere lo Ius soli in Italia è anche legittimo insultare a cavolo interi popoli, tanto è solo per capirsi, no? Ciò che però più di tutto sembra mandare Gassmann su tutte le furie e l’accusa di essere buonista. «A Ga’ pensa a ffa i firm. Risparmiace i soliti buonismi d’accatto: la questione non è ideologica per anime belle, ma pragmatica», gli scrive un utente, al quale Gassmann replica con il garbo, la disponibilità al confronto e la sofisticata argomentazione di un «se ti do ‘n carcio in culo continuerai a chiamarmi buonista?».